REGOLAMENTO GESTIONE E TUTELA VEGETAZIONE URBANA

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE E TUTELA DELLA VEGETAZIONE URBANA

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ARTICOLO 1. – FINALITÀ

  • Con il presente regolamento si intende garantire la conservazione, la valorizzazione e la diffusione della vegetazione in genere, posta sia sulla proprietà pubblica, che su quella privata. La vegetazione e le aree verdi sono riconosciute quali elementi di qualificazione Urbana sia sotto il profilo ambientale (funzione termoregolatrice, funzione fonoassorbente, funzione di contenimento dell’inquinamento, funzione faunistica ed ecologica nel complesso) sia sotto il profilo estetico-paesaggistico, con fondamentali ricadute positive sulla qualità di vita Urbana e, in ultimo, sul valore, anche economico, della città.
  • Le norme contenute nel presente regolamento hanno, pertanto, lo scopo di:
  1. promuovere la qualità urbana per quanto attiene la vegetazione ed in particolare il patrimonio arboreo;
  2. promuovere la sensibilità civica nei confronti della vegetazione urbana;
  3. promuovere la fruizione da parte della collettività delle aree pubbliche vegetate, con particolare attenzione alla vivibilità oltre che all’ estetica delle stesse;
  4. assicurare la massima sicurezza possibile nella fruizione delle aree pubbliche vegetate mediante scelte opportune delle specie, corrette tecniche di impianto e coltivazione, costante monitoraggio dello stato e dell’ evoluzione della vegetazione;
  5. conservare e valorizzare gli alberi di interesse storico, culturale e paesaggistico, a qualunque specie e dimensione appartengano, tramite la formazione di un elenco, comprendente anche le aree di maggior pregio tra cui, in primo luogo, il parco urbano e le aree denominate giardini pubblici che sono integralmente soggette ad adottare il presente regolamento, costantemente aggiornato, entro i due anni successivi alla approvazione del presente atto, e tramite l’attuazione di eventuali interventi per la loro messa in sicurezza tali da non pregiudicarne le peculiarità;
  6. perseguire la creazione di connessioni ecologiche fra le diverse aree, incrementarne le superfici, gestire l’integrazione paesaggistica di nuovi soggetti arborei nel rispetto delle peculiarità ecologiche e culturali del tessuto locale;
  7. perseguire l’incremento qualitativo e quantitativo della vegetazione urbana, salvaguardando e potenziando diversità e peculiarità degli ecosistemi;
  8. attribuire una generale priorità alla salvaguardia della vegetazione rispetto ad altri interventi, in considerazione della difficoltà di ricostituzione in tempi brevi della complessa rete biologica ed ecologica che si instaura fra la vegetazione e l’ambiente artificiale urbano, attraverso la regolamentazione di tutte le attività che interferiscano direttamente od indirettamente con la vegetazione, in particolare nel corso della realizzazione di opere e/o lavori edili effettuati sia da soggetti pubblici che privati (nuove costruzioni, opere di urbanizzazione, interventi manutentivi a fabbricati, infrastrutture cittadine, reti tecnologiche, ivi compresi i lavori di interramento di linee per le telecomunicazioni ed altre utenze).
  9. fornire indicazioni in merito agli interventi di progettazione e gestione della vegetazione urbana;
  10. fornire occasione di formazione ed informazione ai cittadini ed alle ditte operanti nel settore, e promuovere nelle scuole e negli ambienti pertinenti informazione sull’oggetto del presente regolamento, nonché iniziative di valorizzazione del verde;
  11. favorire forme di coinvolgimento attivo della cittadinanza e delle sue associazioni in attività di volontariato senza fini di lucro, per la cura e la manutenzione delle aree verdi, anche mediante la pratica di adozione di aiuole e/o piccole porzioni di spazi verdi. Tali attività saranno oggetto di norme stabilite da apposita regolamentazione.
  12. fornire al Comune gli strumenti amministrativi necessari per realizzare la manutenzione del verde anche mediante la sponsorizzazione da parte di soggetti privati, regolamentata da specifiche convenzioni. Per informazioni sulle sponsorizzazioni e sugli affidamenti si rimanda all’allegato 6 artt, 1 e 2.
  13. ottemperare alla legge n. 113/92 per la quale ogni Comune deve mettere a dimora un albero alla nascita di una nuova vita, provvedendo, secondo la procedura prevista dalla legge stessa, alla piantumazione di un albero per ogni bambino nato.
  14. essere di riferimento per la regolamentazione edilizia e la pianificazione urbanistica in ambito comunale.

 

 

ART. 2. – AREE INTERESSATE

Rientrano nella presente disciplina:

per il verde pubblico:

Giardini Pubblici:

– Tutto il patrimonio arboreo, arbustivo ed erbaceo di proprietà comunale situato in aiuole, giardini, parchi urbani, viali alberati, strade e nelle aree verdi di pertinenza di edifici scolastici, impianti sportivi e altre attrezzature pubbliche, compreso quello dei Cimiteri e degli altri edifici di proprietà comunale;

.-l’impianto tipologico dei giardini storici della città e dei giardini pubblici costituenti i capisaldi del verde urbano

per il verde privato:

Giardini privati:

– gli alberi monumentali e di particolare pregio;

alberi ed arbusti, alberi con più tronchi che, pur non raggiungendo, per caratteristiche proprie della specie, le dimensioni previste dal Regolamento, siano considerati esemplari di particolare pregio, in relazione alla diffusione geografica, alla rarità, all’estetica, alla vetustà, al loro sviluppo e alla regolarità del portamento;

– l’impianto tipologico dei giardini privati di tipo “parco geometrico” o “parco naturalistico”;

– rientrano inoltre nella presente disciplina, oltre agli alberi monumentali e di particolare pregio, le associazioni vegetazionali significative, costituenti insiemi verdi privati, che, per la particolare ubicazione in fregio a vie o piazze pubbliche o di uso pubblico, costituiscono “immagini urbane” fruibili, anche se solo visivamente, dalla collettività e contribuiscono alla definizione del paesaggio urbano e alla riconoscibilità dei luoghi, al fine della tutela del decoro e estetica nella percezione dello spazio civico, nonché le aree oggetto di protezione e quelle di tutela della alberature.

I dispositivi del Regolamento si applicano, altresì, a tutto il verde compreso nelle zone già contemplate nel D.lgs 22/01/2001 n. 42 oltre agli ambiti indicati dalla pianificazione urbanistica comunale, ivi comprese le aree destinate alla realizzazione di barriere vegetazionali con funzione fonoassorbente, di contenimento degli inquinanti atmosferici, di connessione bioecologica tra diverse aree verdi, nonché di ricomposizione del paesaggio agrario.

 

ARTICOLO 3. ESCLUSIONI

  • Sono esclusi dalla presente disciplina normativa gli interventi sulle aree a destinazione agricola produttiva, comprese le piantagioni di alberi da frutta, nonché le coltivazioni specializzate e semispecializzate per l’arboricoltura da legno.
  • Si intendono inoltre esclusi gli orti botanici, i vivai e simili.

 

 

ARTICOLO 4. – DIVIETI

  • Fatte salve le prescrizioni contenute nei successivi articoli, è vietato porre in atto comportamenti che compromettano in qualsiasi modo la vitalità del suolo, del soprassuolo e del sottosuolo nonché utilizzare le aree verdi pubbliche o private per scopi non conformi alla loro destinazione d’uso.
  • a titolo indicativo, e non esaustivo, è vietato, nelle aree a verde sia pubbliche che private:
  1. depositare o scaricare materiali di qualsiasi natura o consistenza senza autorizzazione se non per il tempo strettamente necessario;
  2. accatastare materiale infiammabile;
  3. abbandonare rifiuti;
  4. impermeabilizzare il suolo;
  5. effettuare scavi non autorizzati;
  6. versare sali, acidi o sostanze dannose che possano inquinare il terreno, le fontane, i corsi e le raccolte d’acqua;
  7. eliminare, distruggere, tagliare, danneggiare in qualunque modo la vegetazione, con particolare riferimento ad alberi e arbusti o parte di essi, fatti salvi gli interventi di potatura e gli abbattimenti autorizzati o per i quali, ai sensi del presente regolamento, non è richiesta autorizzazione.
  8. danneggiare 1′ apparato radicale, i fusti, la chioma delle piante;
  9. effettuare legature con materiale non estensibile;
  • Oltre agli elementari divieti segnalati all’interno delle singole aree da apposita segnaletica, nelle aree a verde pubblico è vietato:
    1. danneggiare e/o imbrattare la segnaletica pubblica;
    2. danneggiare e/o imbrattare giochi o elementi di arredo pubblici;
    3. raccogliere o asportare fiori, bulbi, radici, semi, frutti, terriccio, muschio, piante erbacee annuali e perenni, strato superficiale di terreno;
    4. calpestare le aiuole;
    5. calpestare i tappeti erbosi pubblici ove sia espressamente vietato;
    6. abbandonare, catturare, molestare o ferire intenzionalmente animali, nonché sottrarre uova e nidi;
    7. porre in atto qualsiasi comportamento che possa nuocere alla sicurezza, al benessere, al riposo ed allo svago di chiunque utilizzi le aree a verde pubblico;
    8. scavalcare transenne, ripari, steccati posti a protezione di strutture, piantagioni, prati, aiuole fiorite in aree pubbliche;
    9. circolare con veicoli al di fuori dei percorsi destinati;
    10. apporre insegne pubblicitarie e cartellonistica di ogni tipo;
    11. affiggere sui tronchi degli alberi e sugli arbusti materiale di qualsiasi genere (volantini, manifesti, ecc.) ad esclusione delle targhe di riconoscimento botanico o numerico autorizzate;
    12. appendere agli alberi ed agli arbusti strutture di qualsiasi genere, compresi i cartelli segnaletici;
    13. mettere a dimora piante senza l’assenso dei competenti Uffici Comunali;
    14. permettere ad un animale, in proprio affidamento, di cacciare, molestare o ferire un altro animale o persone o danneggiare alberi, siepi e aiuole;
    15. introdurre nuovi animali selvatici, senza l’assenso dell’Amministrazione Comunale o nutrire quelli presenti, salvo che negli eventuali spazi attrezzati;
    16. permettere ad un animale, in proprio affidamento, di imbrattare i viali e i giardini;
    17. permettere il pascolo non autorizzato di animali;
    18. campeggiare, pernottare senza la preventiva autorizzazione dell’Amministrazione Comunale;
    19. effettuare operazioni di pulizia o manutenzione di veicoli o parti di essi;
    20. abbandonare ogni genere di rifiuti;
    21. sostare sotto alberi isolati o gruppi di piante nel corso di eventi meteorologici particolarmente intensi;
    22. svolgere qualsiasi attività e/o porre in atto comportamenti che, seppure non espressamente vietati dalle norme del presente Regolamento, possano recare danno alla vegetazione urbana ed alle attrezzature ivi insistenti o turbino la quiete delle persone;
    23. accendere fuochi senza la preventiva autorizzazione dell’Amministrazione Comunale.

 

ARTICOLO 5. – VEGETAZIONE ARBOREA ED ARBUSTIVA

  1. L’ area di pertinenza degli alberi, basata sullo sviluppo dell’apparato aereo e di quello radicale è definita dalla circonferenza a terra avente a centro geometrico il centro del fusto dell’albero secondo il seguente schema:

 

 

 

 

 

  1. Le aree di pertinenza delle alberature possono essere interessate da posa di pavimentazioni che secondo la loro tipologia e grado di permeabilità, potranno avere sviluppi di copertura diversificati a seconda della rispettiva permeabilità, come di seguito indicato:
    1. Pavimentazione superficiale permeabile: appartiene a questa tipologia, a titolo di esempio, il prato armato, realizzato con elementi in polipropilene e altri materiali plastici, con superficie permeabile non inferiore al 85% e altezza non inferiore a 4-5 cm, posati su un letto di pietrisco di pezzatura fine di grana variabile 3-10 mm ben steso e rullato per uno spessore finito di circa 5-7 cm, con un’eventuale strato opzionale di sabbia di 3 cm di spessore; il grado di copertura dell’area di pertinenza può arrivare al 100%, purché sia garantito uno spazio minimo che consenta, nella posa del pacchetto innanzi descritto, la salvaguardia del colletto e dell’apparato radicale;
    2. Pavimentazione superficiale semipermeabile: appartengono a questa tipologia quelle pavimentazioni realizzate con manufatti che presentano una percentuale di foratura minima del 40% e vuoti riempiti con pietrisco, posati su un letto di inerti di pezzatura a grana variabile 20-60 mm per uno spessore finito di circa 10 cm, con un’eventuale strato opzionale di sabbia o pietrisco di 3-10 mm di diametro e di 3 cm di spessore, inframmezzato a stuoia in geotessuto; lo strato di detta pavimentazione dovrà corrispondere ad uno spessore complessivo, misurato dalla quota originaria del piano di campagna, variabile tra 15 e 20 cm, il grado di copertura dell’area di pertinenza può arrivare al 70%, purché sia garantito uno spazio minimo che consenta, nella posa del pacchetto innanzi descritto, la salvaguardia del colletto e dell’apparato radicale.

 

ARTICOLO 6. – DIFESA DELLA VEGETAZIONE IN AREE DI CANTIERE

I lavori di scavo in prossimità di alberature devono essere autorizzati. La richiesta di manomissione e/o occupazione dell’area a verde o della banchina alberata deve essere accompagnata dai seguenti elaborati:

  1. una planimetria quotata che individui le presenze vegetali su una porzione di terreno di almeno 6 metri oltre il limite dell’intervento;
  2. una relazione tecnica che specifichi i lavori da eseguire, l’ingombro del cantiere, la sua durata, le misure di salvaguardia adottate per preservare la vegetazione ed i manufatti eventualmente presenti;
  3. una dichiarazione del richiedente che riconosca di essere edotto sulla normativa vigente e si impegni ad eseguire i ripristini a propria cura e spese, nonché gli eventuali interventi agronomici specializzati e ad indennizzare la proprietà pubblica o privata, nel caso venissero provocati danni agli alberi;
  4. una dettagliata documentazione fotografica.

 

  • In presenza di alberi e prima dell’inizio dei lavori, dovrà essere presentato avviso scritto al Servizio Comunale per il verde pubblico.
  • L’esecutore dei lavori ha l’obbligo di informare i lavoratori delle prescrizioni tecniche ed è tenuto ad affiggere apposito cartello di cantiere che informi la cittadinanza dei lavori autorizzati.
  • Nelle aree di cantiere è fatto obbligo di adottare tutti gli accorgimenti necessari ad evitare qualsiasi danneggiamento ovvero qualsiasi attività che possa compromettere in modo diretto o indiretto la salute, lo sviluppo e la stabilità delle piante.
  • Nelle aree sottostanti e circostanti le piante o sulle piante stesse è vietato:
  1. il versamento o spargimento di qualsiasi sostanza nociva e/o fitotossica, (sali, acidi, olii, carburanti, vernici, ecc.), nonché il deposito di fusti o bidoni di prodotti chimici;
  2. la combustione di sostanze di qualsiasi natura;
  3. l’impermeabilizzazione del terreno con materiali di qualsiasi natura;
  4. 1’effettuazione di lavori di scavo con mezzi meccanici nelle aree di pertinenza delle alberature al fine di tutelare l’integrità degli apparati radicali; in tali zone sono permessi gli scavi a mano, a condizione di non danneggiare le radici, il colletto ed il fusto delle piante;
  5. causare ferite, abrasioni, lacerazioni, lesioni o rotture di qualsiasi parte della pianta, fatti salvi gli interventi di cura e manutenzione quali potature, interventi fitosanitari e nutrizionali, misurazioni strumentali di tipo invasivo;
  6. l’affissione diretta con chiodi, cavi e filo di ferro di cartelli, manifesti e simili;
  7. il riporto ovvero l’asporto di terreno o di qualsiasi altro materiale nella zona basale a ridosso del colletto e degli apparati radicali, l’interramento di inerti o di materiali di altra natura, qualsiasi variazione del piano di campagna originario;
  8. il transito e la sosta di veicoli e mezzi meccanici nell’area basale prossima al colletto, la cui dimensione è correlata alle dimensioni e all’età della pianta. In caso di provata eccezionalità è consentito il transito dei mezzi, solo se occasionale e di breve durata, avendo cura di proteggere preventivamente il terreno dal costipamento attraverso la copertura con uno strato di materiale drenante dello spessore minimo di cm 20 sul quale dovrà essere posto idoneo materiale cuscinetto (tavole di legno o metalliche o plastiche);
  9. il deposito di materiale di costruzione e lavorazione di qualsiasi genere nella zona basale a ridosso del colletto e degli apparati radicali;
  • Nelle aree di cantiere, prima dell’inizio dei lavori, è fatto obbligo di installare sistemi di protezione con solide recinzioni a salvaguardia dell’integrità delle piante allo scopo di prevenire qualsiasi danno meccanico. Nel caso di singoli alberi, la protezione dovrà interessare il fusto fino al colletto attraverso l’impiego di tavole in legno o in altro idoneo materiale di spessore adeguato, poste a ridosso del tronco sull’intera circonferenza previa interposizione di una fascia protettiva di materiali cuscinetto tra le tavole e il fusto. I sistemi di protezione dovranno essere rimossi al termine dei lavori.
  • Gli scavi per la posa in opera di impiantistica tecnologica interrata (condutture di ogni genere) dovranno essere eseguiti con l’adozione di tutte quelle precauzioni che permettano di non danneggiare gli apparati radicali delle piante. In caso di spazi limitati si dovrà prevedere l’uso di passacavi, mentre, in caso contrario, si dovranno rispettare le aree di pertinenza .

 

ARTICOLO 7. – ABBATTIMENTI

  • È vietato abbattere alberi vivi, deperenti o morti; gli abbattimenti, ad eccezione di quelli effettuati direttamente dai competenti servizi comunali, sono soggetti a specifica e preventiva autorizzazione dei competenti servizi comunali.
  • Il rilascio dell’autorizzazione di cui al precedente comma è diversamente regolamentato, in relazione alla differente casistica, nel modo seguente:
    1. in caso di pericolo, non emergenziale, per la pubblica incolumità, l’autorizzazione all’abbattimento potrà essere rilasciata dai competenti Uffici Comunali, previa presentazione, da parte del richiedente, di una perizia con metodologia VTA (visual tree assessment) redatta da tecnico abilitato nel settore Agroforestale.
    2. in caso di richiesta di abbattimento da parte di un soggetto privato, non connesso a interventi edilizi, l’autorizzazione all’abbattimento potrà essere rilasciata dai competenti Uffici Comunali, previa presentazione, da parte del richiedente, di domanda conforme all’ All. 2 corredata da idonea relazione tecnica agronomica.
    3. In caso di richiesta di abbattimento connesso a interventi edilizi, l’autorizzazione all’ abbattimento potrà essere rilasciata dai competenti Uffici Comunali nel contesto della stessa autorizzazione edilizia. A tal scopo, entro mesi 12 dall’ entrata in vigore del presente regolamento, i progetti edilizi, compresa la Dichiarazione di Inizio Attività (DIA/SCIA) e analoghe richieste subordinate al principio del silenzio assenso, dovranno contenere le prescrizioni previste in nota dall’ allegato 2 del presente regolamento.
  • Per gli esemplari morti, ma ancora in piedi, è sufficiente l’invio della domanda corredata dalla sola documentazione fotografica.
  • Restano esclusi dalle norme di cui ai punti precedenti gli abbattimenti di alberi ordinati da sentenze giudiziarie definitive ovvero quelli eseguiti per evitare incidenti imminenti ovvero per organizzare urgenti misure di salvataggio. Nelle aree pubbliche gli abbattimenti saranno autorizzati dal dirigente del competente settore dell’Amministrazione Comunale. Tale autorizzazione dovrà essere documentata e giustificata con apposita nota compilata a cura del suddetto servizio; essi sono possibili, di norma, solo nei casi di stretta necessità (pericolo per persone o cose, emergenze fitopatologiche ecc.).
  • Sia in aree pubbliche che private potranno essere realizzati, in via straordinaria, gli abbattimenti facenti parte di progetti di riqualificazione della vegetazione urbana che comportino il miglioramento ambientale dell’esistente; ciò nel rispetto dei principi del presente regolamento e ad insindacabile giudizio dell’Amministrazione Comunale.
  • Di norma gli alberi abbattuti devono essere sostituiti, secondo le prescrizioni dettate dal presente regolamento, da altrettanti esemplari, nel rispetto delle indicazioni impartite dal competente servizio comunale, sia per quanto concerne l’individuazione della specie, che per le dimensioni.
  • Fatta salva l’applicazione di altre sanzioni, il mancato reimpianto dovrà essere oggetto di indennizzo a favore del comune, in accordo alle risultanze di specifica stima di cui all’ All. 4.
  • L’istruttoria, espletata dal competente settore, sarà definita nel termine massimo di giorni 30 dal ricevimento della richiesta, fatti salvi i casi in cui debbano essere richiesti pareri tecnici. Il proprietario, per il rilascio dell’autorizzazione, dovrà costituire, a garanzia di quanto sopra, specifico deposito cauzionale di entità pari al valore delle piante da mettere a dimora. Tale deposito sarà svincolato, previa verifica dei tecnici dell’ufficio competente nel rispetto delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione, comunque non prima di un anno dalla messa a dimora delle piante sostitutive, di cui dovrà essere accertato l’attecchimento. L’autorizzazione comunale dovrà contenere le seguenti indicazioni:
  • tempistica e modalità dell’abbattimento;
  • l’eventuale eradicazione della ceppaia;
  • le modalità di allontanamento del materiale di risulta
  • tempistica, modalità e specie da impiegare in caso di reimpianto.
  • Per quanto attiene all’abbattimento degli alberi d’Olivo si faccia riferimento alla Legge Regionale n. 60 del 1993 –art. 10.

 

ARTICOLO 8. – POTATURE

  • Di norma non hanno bisogno di potatura gli alberi impiantati e coltivati in modo corretto, che non presentino difetti o alterazioni di varia natura. La potatura induce, infatti, la formazione di branche estremamente più instabili rispetto alle originali ed inoltre, specie se effettuata a carico di medie e grandi branche, costituisce una rilevante causa di patologie del legno che inducono e fragilità delle stesse;
  • Gli interventi di potatura assumono pertanto un carattere straordinario e possono essere effettuati esclusivamente per scopi fitosanitari, o per esigenze urbane di vario tipo, come sotto indicato:
    1. Gli interventi di potatura a scopo fitosanitario devono limitarsi alla sola rimozione delle porzioni di chioma secche o lesionate o alterate da attacchi parassitari e da danni meccanici o meteorici che possano pregiudicare la salute della pianta e/o la sua stabilità;
  • Nelle aree urbane la potatura è consentita per rimuovere quelle porzioni di chioma che rappresentino un grave ostacolo per la circolazione stradale ordinaria, siano eccessivamente ravvicinate a edifici e infrastrutture o interferiscano con gli impianti elettrici, semaforici e della segnaletica stradale, nonché con tutte le reti tecnologiche aeree il cui spostamento non risulti tecnicamente praticabile. od a costi che rendano più conveniente interventi di miglioramento della vegetazione arborea in altri siti
  • La potatura deve essere eseguita dopo un’attenta e completa valutazione delle condizioni delle piante (stato di salute, vigore, struttura e stabilità) e del suo inserimento nel contesto..
  • Gli interventi di potatura a carattere straordinario, di cui ai precedenti punti, non richiedono una sistematica periodicità di intervento salvo i casi di vegetazione arbustiva o arborea di limitate dimensioni il cui valore principale è connesso a particolari forme di arredo urbano.
  • Nei viali alberati, qualora le dimensioni degli esemplari risultino eccessive in relazione a manufatti preesistenti di cui non sia prevedibile la rimozione o il ridimensionamento, la potatura dovrà essere effettuata nel rigoroso rispetto delle finalità di cui all’art. 1 ed osservando le precauzioni di cui al presente articolo.
  • Nel caso di alberi che evidenziano difetti che, in grado di costituire fonte di pericolo per le persone e per le cose, non possono essere eliminati attraverso la potatura, è consentita l’installazione di tiranti di materiale idoneo il cui posizionamento deve essere opportunamente considerato all’interno della chioma. Tali strutture devono essere dotate di regolazione di lunghezza che consenta nel tempo l’ adeguamento delle stessa alla crescita ed ai movimenti dell’albero.
  • Eventuali potature non eseguite a regola d’arte o capitozzature non espressamente richieste dal competente Ufficio, devono essere considerate a tutti gli effetti come un abbattimento e quindi soggette alla stessa disciplina
  • Le valutazioni tecniche della stabilità di soggetti arborei, le relative indagini con metodologia VTA (valutazione visiva dell’albero su basi biomeccaniche) e l’eventuale connesso esame strumentale invasivo (Martello ad impulsi, Trapano dinamometrico, Fractometro) dovranno essere effettuate da professionisti abilitati.
  • Lo smaltimento del materiale vegetale di risulta dovrà essere effettuato utilizzando quanto più possibile le comuni compostiere domestiche (nel caso di privati) o secondo le modalità previste per lo smaltimento dei RSU di analoga tipologia. Nel caso di presenza di cassonetti dedicati, questi potranno essere utilizzati solo per quantità contenibili agevolmente negli stessi. Per quantità piuttosto ingenti l’esecutore dovrà avvalersi del servizio, già attivo, in grado di fornire contenitore scarrabile che sarà utilizzato, a cura del servizio stesso, per il conferimento ad idoneo centro di compostaggio.

E’ prescritto che tutte le operazioni di potatura della vegetazione urbana debbano essere effettuate da tecnici specializzati. Per la Potatura delle Palme si rimanda all’Allegato 3.

 

ARTICOLO 9. – TRAPIANTI DI PIANTE ESEMPLARI

  • I trapianti di piante esemplari possono essere effettuate quando sia necessario salvare piante di pregio botanico ed ornamentale.
  • L’apparato radicale dei grandi alberi non può essere esemplificato con un modello dimensionale e formale unico; è quindi indispensabile adeguare caso per caso la forma della zolla, che può risultare sbilanciata e asimmetrica, per contenere la maggior parte di radici attive del soggetto vegetale.
  • Per limitare lo shock da trapianto occorre, preparare l’esemplare arboreo, adottando la tecnica della zollatura e della rizollatura secondo le indicazioni riportate nei punti seguenti.
  • Per tutti gli esemplari arborei e le palme la preparazione dovrà iniziare due stagioni prima del trapianto effettuando attorno allo stipite lo scavo di una trincea semicircolare in modo da ottenere una zolla contenente il 50 % dell’apparato radicale proporzionato allo sviluppo della pianta.
  • Lo scavo andrà riempito con terriccio leggero o letame maturo, in modo da permettere all’apparato radicale di sviluppare radici attive in prossimità del tronco che rimarranno incluse nella zolla da estirpare.
  • In generale vanno osservate le seguenti precauzioni:
  1. effettuare il trapianto nel rispetto del ciclo biologico della pianta cercando di mantenere l’orientamento originario rispetto al moto apparente del sole;
  2. operare una leggera riduzione della chioma prima dell’estirpazione;
  3. utilizzare eventualmente sostanze antitraspiranti;
  • Per le palme il periodo consentito per il trapianto è giugno — agosto, se l’operazione di messa a dimora è susseguente alla zollatura; in alternativa è consigliabile una pre-zollatura ad aprile, ed una successiva messa a dimora alla fine di agosto o dello stesso anno o ancora meglio, tra giugno ed agosto dell’anno successivo.

 

ARTICOLO 10. – NUOVE COSTRUZIONI – RISTRUTTURAZIONI – MODIFICHE ALLE COSTRUZIONI ESISTENTI – OPERE PUBBLICHE

  • E’ soggetta ad autorizzazione comunale e, se del caso, contestualmente al rilascio del permesso di costruire:
    1. la realizzazione di nuovi spazi verdi (legata o meno ad interventi edilizi) con superficie pari o superiore a 200 mq, o di qualsiasi metratura se ricadente in aree vincolate sotto il profilo ambientale o paesistico o se confinanti con spazi pubblici di particolare interesse sotto il profilo paesistico;
    2. la ristrutturazione di spazi verdi esistenti (legata o meno ad interventi edilizi) con superficie pari o superiore a 200 mq., o di qualsiasi metratura se ricadente in aree vincolate sotto il profilo ambientale o paesistico o se confinanti con spazi pubblici di particolare interesse sotto il profilo paesistico;
    3. la realizzazione di nuovi spazi verdi di qualsiasi dimensione in tutte le aree pubbliche o destinate a divenire tali e/o ad essere gestite dall’ Ente Pubblico in forza di norme e/o convenzioni di carattere urbanistico, o di decisioni di carattere giudiziario.
  • L’istruttoria, espletata dal competente settore, deve essere conclusa nel termine massimo di giorni 30, dal ricevimento della richiesta, salvi i casi in cui devono essere richiesti pareri tecnici specifici.
  • Alla richiesta di autorizzazione dovranno essere allegati i seguenti elaborati redatti da un professionista abilitato:
  1. relazione tecnica illustrativa riportante una descrizione dettagliata della sistemazione a verde, i tempi e le modalità di realizzazione;
  2. documentazione fotografica;
  3. planimetria in scala adeguata riguardante lo stato di fatto dell’area oggetto d’intervento con rilievo dettagliato delle piante eventualmente esistenti e l’indicazione degli eventuali abbattimenti ;
  4. planimetria di progetto riportante le nuove localizzazioni delle nuove piantagioni.
  • Nel caso in cui l’area sia di pertinenza pubblica, il progetto dovrà inoltre contenere il piano di manutenzione analitico contenente, per il periodo di garanzia con la quantificazione dei relativi oneri economici.
  • Gli elaborati grafici devono contenere una legenda riportante il nome botanico della specie che si intende mettere a dimora o per la quale è previsto l’abbattimento.
  • Al fine di ottenere il rilascio dell’autorizzazione, il richiedente dovrà costituire, a garanzia, una apposita fideiussione nei limiti della normativa di settore prevista, pari al valore delle opere da realizzare di pertinenza pubblica.

 

 

ARTICOLO 11 – SCELTA DELLE SPECIE

  • Le specie vegetali da utilizzarsi per la creazione di aree verdi sono classificabili nelle seguenti tipologie:
    1. erbacee annue;
    2. erbacee perenni;
    3. suffrutici;
    4. frutici;
    5. arbusti;
    6. alberi:
    7. palme e palmiformi;
  • I principali elementi di cui tenere conto nella scelta delle specie per la realizzazione di nuovi impianti sono:
    1. l’adattabilità alle condizioni ed alle caratteristiche pedoclimatiche;
    2. la resistenza a parassiti di qualsiasi genere;
    3. la presenza di caratteri specifici indesiderati come frutti pesanti, velenosi, maleodoranti e fortemente imbrattanti, spine, eccessiva capacità pollonifera o forte tendenza a sviluppare radici superficiali;
    4. la presenza di limitazioni per il futuro sviluppo della pianta con particolare riferimento alla chioma ed alle radici quali, ad esempio, la presenza di linee aeree o di impianti sotterranei o la eccessiva vicinanza di edifici.

 

  • Per le aree di pertinenza di parcheggi i requisiti indispensabili sono:
    1. chioma ampia e folta;
    2. resistenza agli agenti inquinanti;
    3. assenza di organi vegetali di particolare attrazione per gli uccelli;
    4. assenza di produzione di sostanze imbrattanti;
    5. rusticità;
    6. solidità dei tessuti meccanici;

 

  • L’elenco dettagliato delle specie Arboree, Arbustive, Rampicanti e delle Palme utilizzabili è riportato nelle specifiche tabelle in Allegato 1.

 

ARTICOLO 12. – SCELTA DEGLI ALBERI IN VIVAIO

  • Le piante da mettere a dimora devono essere sane e vigorose, in grado di crescere regolarmente e di soddisfare esigenze estetiche e gestionali. Gli esemplari devono possedere:
    1. un apparato radicale sano e ben strutturato, simmetricamente distribuito intorno al fusto, con un sufficiente numero di radici in grado di assicurare attecchimento e ripresa dopo la messa a dimora;
    2. un fusto verticale, diritto, privo di difetti, ferite ed alterazioni di qualsiasi natura;
    3. una chioma regolare e simmetrica con una equilibrata distribuzione delle ramificazioni, priva di porzioni secche, alterate o danneggiate;
    4. un equilibrato rapporto tra altezza e diametro del fusto: ad esempio, una pianta con diametro del fusto ad un metro da terra di 18-20 cm, dovrà essere impalcata a circa 2 metri di altezza;
  • Particolari attenzioni dovranno essere poste nel verificare la presenza di eventuali radici strozzanti che con la loro crescita irregolare e spiralata , possono determinare futuri problemi di stabilità alla pianta, così come si dovrà accertare, in caso di piante fornite in zolla, che la stessa sia di dimensioni adeguate a quelle della pianta.
  • Gli alberi provenienti da vivaio possono essere scelti e forniti in diverse forme: a radice nuda o in zolla o in contenitore. La scelta di una forma rispetto ad un’altra dipenderà dagli elementi progettuali, dalle caratteristiche del luogo dell’impianto, dalle specie impiegate e dalle dimensioni delle piante.

 

ARTICOLO 13. – CARATTERISTICHE DELLE PIANTE ALL’IMPIANTO

  • Di norma sono da preferire piante fornite in zolla allo scopo di ridurre la crisi da trapianto e quindi consentire un migliore attecchimento. Da tale regola si può derogare qualora l’impianto richieda un pronto effetto temporaneo (mostre, eventi particolari).
  • Per quanto riguarda le dimensioni e l’età delle piante sono da preferire gli esemplari giovani perché posseggono una più rapida capacità nel ristabilire un più equilibrato rapporto tra chioma e radici e, inoltre, si accrescono in modo più rapido e vigoroso rispetto alle piante di maggiori dimensioni.
  • Le dimensioni delle piante in zolla da utilizzare negli impianti debbono essere comprese preferibilmente tra 16/18 e 20/25 cm di circonferenza del fusto .

 

ARTICOLO 14. – EPOCA E MODALITÀ D’IMPIANTO

  • Il periodo migliore per la messa a dimora coincide con il riposo vegetativo dall’autunno, dopo la caduta delle foglie, all’inizio della primavera, prima della schiusura delle gemme.
  • Al fine di ottenere buoni risultati dal nuovo impianto è necessario :
    1. scavare una buca sufficientemente ampia, con diametro superiore di almeno 50-60 cm rispetto a quello della zolla;
    2. preparare in modo corretto e completo il terreno e il drenaggio nella buca;
    3. collocare la pianta alla giusta profondità e riempire correttamente la buca;
    4. assicurare la pianta a tutori esterni o sotterranei;
    5. pacciamare la base dell’albero e innaffiare regolarmente;
    6. mettere in opera, se necessario o previsto, sistemi protettivi permanenti o temporanei;
    7. potare con moderazione;

 

ARTICOLO 15. – DISTANZE DAI CONFINI

  • Fatto salvo quanto previsto dalle norme e dagli usi vigenti in materia, per le distanze dai confini sono considerate minime le seguenti misure, ad esclusione delle alberature stradali:

ARTICOLO 16. –  DISTANZE DALLE LINEE AEREE

  • Per le utenze aeree elettriche e di telecomunicazione presenti in ambiente urbano ed aventi altezza minima di 5 metri come previsto dal D.M. 21.03.88 art. 2.1.06 dovrà essere rispettata la distanza minima di impianto per un raggio di cm 30 attorno al cavo.

 

ARTICOLO 17 – DISTANZE DALLE UTENZE SOTTERRANEE

  • Per le utenze sotterranee devono essere rispettate le seguenti distanze minime per ogni albero in funzione della classe di grandezza a cui appartiene:

 

Classe di grandezza Distanze dalle utenze
1^ grandezza (altezza > 18 metri) 4 metri
2^ grandezza (altezza 12-18 metri) 3 metri
3^ grandezza ( altezza < 12 metri) 2 metri

 

 

ARTICOLO 18. – DISTANZE DALLE LINEE FERROVIARIE

  • In ottemperanza a quanto previsto dagli artt. 52 e 55 del D.P.R. n. 753 dell’11.07.1980 e dall’art. 4 della Legge n. 1202 del 12.11.1968, per alberi, arbusti e siepi si devono rispettare le seguenti distanze:
tipo di vegetazione Altezza h. Distanza minima
alberi > 4 metri Altezza massima della pianta a maturità aumentata di 2
Arbusti < 4 metri Altezza massima della pianta a maturità aumentata di 2
Siepi > 15 metri 6 metri
Siepi < 15 metri 5 metri
  • Se il tracciato della ferrovia si trova in trincea o rilevato, le distanze devono essere aumentate così da mantenere una distanza minima di 2 metri dal piede del rilevato o dal ciglio della trincea.

 

ARTICOLO 19. – DISTANZE D’IMPIANTO PER I NUOVI IMPIANTI

  • Per i nuovi impianti le distanze d’impianto tra albero e albero, nelle alberature in filare ai lati della viabilità e lungo allineamenti in parchi e giardini sono commisurate alle dimensioni e alle caratteristiche delle singole specie ornamentali diffuse nel territorio comunale così come riportato della seguente tabella:
Classe di grandezza Sesto d’impianto
Alberi di prima grandezza ( Quercus, Tilia, Fraxinus, Aesculus, Celtis, Pinus, ecc.) Da 10 a 15 m
Alberi di seconda grandezza (Acer, Carpinus, ecc.) Da 7 a 10 m
Alberi di terza grandezza ( Prunus, Cercis, ecc. ) Da 5 a 7 m
Alberi a portamento sfrangiato Da 4 a 6 m

 

  • L’asse dell’alberatura deve distare almeno 1,5 m dal ciglio del marciapiede. I soggetti devono, preferibilmente, essere posti a dimora in un’aiuola continua, non pavimentata, larga almeno 2,5 m – per alberi di grandi dimensioni -, e 1,5 m – per alberi di piccole dimensioni -.

Nel caso di un’aiuola non continua occorre prevedere una superficie non pavimentata o protetta da grigliato con una superficie minima variabile da 1 x 1 m (nel caso di piante a piccolo sviluppo) e 2,5 x 2,5 m (nel caso di piante di grande sviluppo).

  • Dove il terreno non è coperto da grigliati, dovrà essere frequentemente lavorato per impedirne il costipamento e mantenuto protetto da pacciamatura di corteccia o di altri materiali.

 

ARTICOLO 20. – DIFESA FITOSANITARIA

  • Ai sensi del presente regolamento, per intervento fitosanitario in ambito urbano è da intendersi ogni trattamento effettuato con prodotti fitosanitari sia in ambito pubblico sia privato, avente come finalità la prevenzione e/o il contrasto di avversità di origine biotica della vegetazione. Tali trattamenti sono finalizzati a migliorare le condizioni di vita delle piante affinché esplichino in maniera ottimale la loro funzione ecologica ed ornamentale. Non sono riconducibili alla tipologia di intervento fitosanitario gli eventuali trattamenti di disinfestazione sul verde per il controllo di animali nocivi e/o fastidiosi per 1′ uomo (Zanzare, Calabroni, ecc.), settore affidato generalmente al monitoraggio da parte delle ASL (vedi Art 7.7) e per il quale sono attribuite particolari funzioni anche ai Vigili del Fuoco ed al Corpo Forestale dello Stato.
  • Tutti gli interventi effettuati sia in ambito pubblico che privato da operatori o ditte specializzate, devono essere accompagnati da certificazione fitoiatrica firmata da un professionista abilitato con le indicazioni tecniche dei prodotti usati, dello stato dei luoghi e delle modalità di esecuzione. Tale certificato deve essere consegnato al committente che lo dovrà conservare per eventuali controlli da parte degli organismi preposti.

 

ARTICOLO 21. – STRATEGIE DI DIFESA

  • Le metodologie di difesa della vegetazione sono di tipo profilattico e/o terapico. In ogni caso, in ipotesi di vegetazione urbana, devono considerarsi prioritarie le azioni atte a prevenire l’instaurarsi di un processo infettivo, nonché impedire o ridurre l’infestazione sull’ospite vegetale.
  • Al riguardo assume particolare rilevanza il costante monitoraggio della vegetazione, che non richieda le preventive indagini specialistiche di cui al successivo articolo 23.

Tuttavia in molti casi è necessario un intervento fitoterapico effettuato successivamente all’insorgere della malattia (da microrganismi o virus) o della infestazione (insetti od altri animali fitofagi e che sarà finalizzato alla cura della malattia o alla riduzione della presenza di fitofagi.

  • I mezzi impiegati per il controllo delle malattie e delle infestazioni possono essere ricondotti a tre tipologie essenziali:
  1. mezzi diretti nei confronti dei parassiti o della malattia: lotta chimica, lotta biologica;
  2. mezzi diretti al fine di rendere l’ambiente più idoneo per lo sviluppo delle piante e/o meno adatto allo sviluppo dei parassiti: lotta agronomica colturale;
  3. mezzi tendenti ad aumentare le capacità intrinseche di resistenza della specie vegetale alle malattie o ai parassiti: miglioramento genetico.

 

ARTICOLO 22. – LOTTA INTEGRATA

  • Gli interventi con il migliore rapporto efficacia/costo (ambientale ed economico) sono quelli effettuati col metodo della lotta integrata, che si esplica nell’ integrazione di diversi metodi di lotta, compatibilmente con le esigenze tecniche ed ecologiche, ed è in grado di ottenere la massima copertura con il minor danno ambientale.

 

ARTICOLO 23. – MONITORAGGIO

  • Al fine di individuare tempestivamente la presenza dei parassiti sulle piante e stimarne il rischio di danno, dovranno essere effettuati frequenti monitoraggi visivi sulla vegetazione, soprattutto nei periodi critici dal punto di vista fitosanitario, a cura del Servizio Giardini e delle imprese di manutenzione appaltatrici dei lavori per conto dell’Amministrazione Comunale.

 

ARTICOLO 24. – INTERVENTI DI LOTTA OBBLIGATORIA

  • L’Amministrazione Comunale attua gli interventi di lotta obbligatoria previsti dalla normativa nazionale e regionale di cui all’ All. 5. Particolare rilevanza assume per il Comune di Imperia la norma relativa alla lotta contro il Punteruolo rosso delle palme (Rhynchophorus ferrugineus Olivier). Il Servizio competente si dota degli strumenti e dei calendari per la loro attuazione.

 

 

 

ARTICOLO 25. – INTERVENTI CONTRO GLI INSETTI PERICOLOSI E FASTIDIOSI

  • Un numero molto limitato di insetti, oltre ad attaccare in modo più o meno grave le piante, è anche in grado di arrecare direttamente danni alle persone, mediante punture o rilascio di peli urticanti, quali, ad esempio, il Calabrone (Vespa crabro) e le diverse specie di Vespe, la Processionaria del Pino, la Processionaria della Quercia, il Tingide, la Metcalfa, l’Ifantria americana, la Litosia, la Betilide.
  • Per tutte le specie sopraelencate vanno seguiti alcuni semplici accorgimenti di carattere generale:

evitare ogni contatto diretto con gli insetti (ed es. raccoglierli o toccarli con le mani) soprattutto da parte dei bambini;

le specie più pericolose (Calabrone, Processionarie, Vespe,) vivono in gruppi numerosi entro particolari strutture protettive (nidi), pertanto, una volta accertata la loro presenza, sarà necessario provvedere in tempi brevi alla loro asportazione e distruzione, che dovrà essere effettuata da personale specializzato o dai Vigili del Fuoco;

  • Come metodo di lotta contro la diffusione delle Zanzare di ogni specie, compresa la Zanzara Tigre, è importante che siano evitati tutti i ristagni di acqua in giardini, terrazze e balconi, secondo le informative comunali diramate al riguardo.
  • Per tutti gli inconvenienti derivanti dalla presenza degli insetti pericolosi o fastidiosi valgono le indicazioni delle ASL.

 

ARTICOLO 26. – CONTROLLO DELLE ERBE SPONTANEE INDESIDERATE

  • Le cosiddette erbe infestanti esplicano azione di concorrenza puntuale nei confronti della vegetazione erbacea di arredo urbano (macchie fiorite, bordure, ecc.) e rappresentano un problema estetico, nel caso non vengano periodicamente falciate, lungo la viabilità, le scarpate e le superfici a verde spontaneo o costruito. Anche le erbe spontanee,tuttavia, appartengono al complesso della vegetazione urbana e ne arricchiscono la diversità biologica. In modo particolare lungo le strade periurbane, elementi di connessione tra il centro storico e gli insediamenti sparsi, le borgate e le frazioni, le erbe spontanee arredano il percorso con una fioritura spontanea particolarmente apprezzata dal turismo grazie ai colori, ai profumi ed ai sapori del mediterraneo. Il controllo delle erbe spontanee che sortisce i migliori effetti estetici, tecnici e sanitari consiste nello sfalcio meccanico, da effettuarsi preferibilmente dopo la prima fioritura di Asphodelus, Dianthus, Papaver, Viola, ecc. Lo sfalcio di tale vegetazione si rende necessario oltre che per motivi estetici, anche per garantire una agevole percorribilità dell’ intera carreggiata e per evitare che, col tempo, si affermino specie pluriennali e/o perenni di più difficile sradicamento e resistenti anche ai più comuni erbicidi.
  • Oltre che per motivi estetici, l’utilizzo del diserbo chimico deve escludersi per interventi di tipo andante sul suolo e lungo scarpate, banchine e cunette stradali, ove può efficacemente essere sostituito da interventi meccanici. Tale esclusione si intende estesa anche alle superfici private per una fascia di rispetto di almeno due metri dalla viabilità pubblica.
  • L’impiego del diserbo chimico può invece essere preso in considerazione nel caso di interventi puntuali su singole macchie verdi o fiorite, bordure, ed in ogni caso si evidenzi la necessità di un controllo puntuale della diretta concorrenza di infestanti alla con vegetazione posta a dimora.

 

ARTICOLO 27. – MODALITÀ TECNICHE DI ESECUZIONE DEGLI INTERVENTI

  • In ambito urbano è fatto divieto di utilizzare formulari commerciali classificati come molto tossici, tossici e nocivi (T+; T; Xn), senza esplicite autorizzazioni per interventi ritenuti di importanza da parte della Regione (Osservatorio delle Malattie delle Piante);
  • Nel caso si ritenga necessario intervenire con atomizzatori su viali alberati e parchi, è fatto obbligo di intervento nelle ore notturne (dalle 00,00 alle 05,00):
  1. Gli interventi su piante di 3° grandezza, sulle specie arbustive ed erbacee devono essere localizzati e per irrorazione;
  2. Gli interventi su piante di 2° e 1° grandezza devono essere eseguiti di preferenza con tecniche endoterapiche.
  3. Tutti gli interventi di natura fitosanitaria eseguiti su siepi di confine, alberi di pregio, arbusti di altezza superiori a 2 m, viali alberati, devono essere obbligatoriamente preceduti da avviso visibile al pubblico almeno 48 ore sia l’intervento diurno che notturno, mediante cartelli, volantini, mezzi d’informazione locali.
  • Viene inoltre fatto l’obbligo di protezione preventiva degli operatori e di bonifica successiva da effettuare su attrezzature ludiche, sportive e arredo urbano qualora investite dal trattamento.

E vietato operare con vento superiore ai 10 m al secondo (vento moderato).

È vietato effettuare interventi con erbicidi se il vento è superiore ai 7 m/s (brezza mite).

  • E’ fatto obbligo alle Ditte operatrici di eseguire tutte le tarature delle attrezzature (pressioni di esercizio,caratteristiche degli augelli, ecc.), secondo la cadenza indicata dalle case costruttrici, e comunque non inferiore al periodo di un anno;
  • Gli interventi devono essere eseguiti privilegiando basse pressioni di irrorazione per perseguire la minore dispersione possibile del prodotto;
  • Gli interventi devono essere eseguiti privilegiando i prodotti a più basso impatto ambientale con utilizzo di preferenza di prodotti biologici;

Durante gli interventi è fatto obbligo di delimitazione dell’area di applicazione, ed interdizione all’accesso in essa.

Le Ditte operatrici dovranno utilizzare sempre prodotti fitosanitari seguendone fedelmente quanto indicato in etichetta e regolarmente registrati.

 

ARTICOLO 28. – SANZIONI

  • Salvo che sia previsto dalla legge come reato, le violazioni alle disposizioni dettate dal presente Regolamento sono punite con l’applicazione delle seguenti sanzioni amministrative:
  1. lesioni all’apparato radicale, potatura eseguita in difformità da quanto prescritto, ma senza gravi lesioni all’albero: € 150,00;
  2. lesioni all’apparato radicale, potatura eseguita in difformità da quanto prescritto, con danneggiamento consistente: € 800,00;
  3. lesioni gravi all’apparato radicale, abbattimento di alberi di scarso valore ornamentale od ambientale: € 800,00;
  4. mancato rispetto degli adempimenti previsti dalle disposizioni autorizzative, fatto salvo l’obbligo di provvedere ugualmente all’esecuzione di tutte le prescrizioni previste nell’autorizzazione stessa: € 500,00;
  5. mancato rispetto degli adempimenti previsti nei tempi richiesti nelle ordinanze di lavori di manutenzione, bonifica, protezione di alberi, fatto salvo l’obbligo di provvedere ugualmente all’esecuzione di tutte le prescrizioni previste nell’ordinanza stessa: € 500,00;
  6. affissione agli alberi di qualsiasi genere di cartello: € 1.000,00;
  7. affissione nelle aree verdi di ogni tipo di cartellonistica: € 500,00
  8. effettuazione di interventi non autorizzati: da € 100,00 ad € 800,00, (in base al tipo d’intervento);
  9. mancato rispetto delle misure di protezione delle alberature (prescrizioni per la salvaguardia e la
    protezione della vegetazione su area di cantiere): da € 500,00 ad € 1.000,00 (per ciascuna pianta
    in base al danno e al valore della pianta danneggiata);
  10. per deiezioni canine da € 50,00 ad € 500,00

 

  • Nel caso di enti/società erogatori di servizi o di imprese che operano per conto dell’Amministrazione Comunale, l’ammontare della sanzione sarà trattenuto all’atto della liberatoria della fideiussione qualora prevista nell’instaurarsi di rapporti fra detti Enti, Società, Imprese e la Civica Amministrazione.
  • Il dirigente competente, può ordinare inoltre:
  1. la sospensione dei lavori che hanno arrecato il danno per il tempo necessario a svolgere una perizia tecnica atta a determinare il valore del danno stesso;
  2. l’inserimento di nuovi alberi sostitutivi rispetto a quelli danneggiati o asportati, e/o, a spese del contravventore, eliminare le condizioni negative del comportamento illecito
  3. il pagamento di una somma in danaro stabilita da una perizia tecnica che tenga conto dei seguenti parametri:
  • vantaggio usufruito dal proprietario,
  • mancata sostituzione e/o riparazione del danno,
  • costi della perizia sopportati dall’Amministrazione

 

  • In aggiunta alle sanzioni previste dalle lettere a, b, c, d, e, di cui al comma 1 del presente articolo, l’Amministrazione Comunale, nel caso di danneggiamento grave anche a seguito di esecuzione di intervento diverso da quello descritto o abbattimento di albero di particolare pregio ornamentale o ambientale, potrà esigere dal contravventore la messa a dimora fino alla concorrenza del valore della pianta calcolato con le modalità indicate dagli uffici comunali.
  • Coloro che, privi di autorizzazione, effettueranno interventi sugli alberi rientranti nel presente regolamento, oltre alle sanzioni di cui sopra, saranno obbligati al ripristino del patrimonio arboreo danneggiato.
  • Per la valutazione del Valore Ornamentale e del Danno Biologico arrecato alla Vegetazione Urbana si fa riferimento alle metodologie riportate in Allegato 4.
  • I proventi delle sanzioni e/o indennizzi saranno impiegati, a cura del competente servizio, per la riduzione del danno subìto mediante interventi di ripristino o, nel caso ciò non sia possibile o ritenuto conveniente, in interventi conformi agli obiettivi del presente regolamento.

 

ARTICOLO 29.- PROCEDURE DEI LAVORI DI RIPRISTINO

 – MODALITÀ DI PAGAMENTO

  • L’onere per rimettere in ripristino i sedimi manomessi è a carico dell’autore della manomissione. Per ottenere uniformità di esecuzione delle opere di ripristino con gli interventi manutentivi dei sedimi circostanti, le opere di ripristino del verde pubblico manomesso o comunque deteriorato, compresi gli arredi, saranno gestite dall’’Amministrazione Comunale secondo la procedura sotto enunciata.
  • I lavori di ripristino saranno effettuati dalle ditte appaltatrici delle manutenzioni ordinarie del verde pubblico competenti territorialmente nei vari lotti in cui è suddivisa la Città.
  • L’importo dei lavori di ripristino verrà addebitato all’autore della manomissione e sarà computato, applicando gli stessi prezzi contenuti nei contratti stipulati con le ditte di manutenzione ordinaria; tale importo, verrà maggiorato del 18% quale rimborso delle spese sostenute dall’Amministrazione Comunale per il controllo di qualità e la contabilizzazione dei lavori effettuati, nonché a parziale compenso del degrado generale apportato alle aree verdi manomesse e degli interventi manutentivi che si rendessero necessari. L’I.V.A. verrà applicata sull’importo effettivo dei lavori eseguiti non maggiorati dell’aliquota del 18%.
  • Qualora la manomissione venga effettuata da privati, sarà l’Amministrazione Comunale ad addebitare loro le spese di ripristino.

Se la manomissione è effettuata da un concessionario (Ente, Azienda, Società) questi dovrà provvedere a rimborsare direttamente all’Impresa esecutrice dei lavori di ripristino.

  • È fatta salva ed impregiudicata ogni altra possibilità dell’Amministrazione Comunale di addebito al concessionario sia del valore ornamentale che del danno biologico in caso di danneggiamenti a soggetti arborei non ripristinabili. La stima di tali valori sarà effettuata ai sensi dell’Allegato 3.

 

ARTICOLO 30. – MISURE DI PREVENZIONE DALL’INCURIA E DAL DEGRADO

DELLE AREE PRIVATE DESTINATE A VERDE;EMANAZIONE DI ORDINANZE COMUNALI

  • L’Amministrazione Comunale può imporre, con ordinanza, al proprietario di un terreno, parco o giardino esegua determinati lavori per la cura, la conservazione e la salvaguardia del verde nel suo complesso e delle alberature.
  • L’Amministrazione Comunale può provvedere tramite le imprese di manutenzione del verde pubblico, all’esecuzione degli interventi di cura e di conservazione con spese a carico del proprietario, nel caso in cui questi non vi provveda.

 

ARTICOLO 30 BIS

Dove il presente regolamento prevede il rilascio di autorizzazione da parte degli uffici comunali vige il silenzio assenso decorsi 30 giorni dall’istanza .

 

ARTICOLO 31. – NORMATIVA DI RIFERIMENTO

–   D.M. 17/4/98-125 (GU. 1/6/98-125) (disposizioni sulla lotta obbligatoria contro il cancro colorato del platano Ceratocystis fimbriata) (l’art. 8 abroga il DM 3/9/87-412 (G.U. 9/10/87- 236) (lotta obbligatoria contro il cancro colorato del platano)

–   Circolare applicativa del D.M. 17/4/98 concernente le note tecniche per la salvaguardia del platano dal cancro colorato

–   D.M. 17/4/98 (G.U. 1/6/98-125) (disposizioni sulla lotta obbligatoria contro la processionaria del pino Thaumetopoea pityiocampa)

 

–   D.M. 17/4/98 (G.U. 2/6/98-126) (disposizioni sulla lotta contro il Malsecco degli agrumi Phoma tracheiphila)

–   D.M. 17/4/98 (G.U. 2/6/98-126) (abrogazione di lotte obbligatorie prive di motivazioni scientifiche e tecniche nell’ambito del Servizio fitosanitario nazionale)

–   D.M. 22/44/96 (lotta obbligatoria contro l’insetto fitomizo Matsucoccus feytaudi (Ducasse))

–   D.M. 29/44/96 (lotta obbligatoria contro il virus della vaiolatura delle drupacee (Sharka))

–   D.M. 17/4/98 (disposizioni sulla lotta obbligatoria contro la cocciniglia di S. José Comstockaspis perniciosa (Mac Gillivray)

–   D.M. 10/9/99-356 (G.U. 15/10/99-243) (regolamento recante misure per la lotta obbligatoria contro il colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora), nel territorio della Repubblica )

Altre misure di prevenzione e lotta contro organismi nocivi

–   L. 18/6/31-987 (disposizioni per la difesa delle piante coltivate e dei prodotti agrari dalle cause nemiche e sui relativi servizi)

–   D. Leg. 30/12/92-536 (attuazione della direttiva 91/683/CEE concernente le misure di protezione contro l’introduzione negli Stati membri di organismi nocivi ai vegetali e ai prodotti vegetali)

–   D.M. 31/1/96 (misure di protezione contro l’introduzione e la diffusione nel territorio della Repubblica Italiana di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali) Decreto 4/8/01 (modifica degli allegati al decreto ministeriale 31 gennaio 1996)

–   Decreto Ministeriale 9 Novembre 2007 – Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro il punteruolo rosso della palma Rhynchophorus ferrugineus (Olivier). — Recepimento decisione della Commissione 2007/365/CE. (GU n. 37 del 13-2-2008).

ALLEGATI

 

 

 

ALLEGATO 1

Tabelle delle essenze arboree, arbustive e rampicanti

 

ALLEGATO 2

Fac-simile richiesta autorizzazione interventi interessanti la Vegetazione Urbana

 

ALLEGATO 3

Criteri generali per la Potatura delle Palme

 

ALLEGATO 4

Metodologia per la stima del valore ornamentale e del danno biologico

a carico della Vegetazione Urbana

 

ALLEGATO 5

Interventi di lotta antiparassitaria obbligatoria: normativa di riferimento

 

ALLEGATO 6

Definizioni e glossario

ALLEGATO  1

 

TABELLA 1

Specie Arboree, arbustive e palme da utilizzarsi preferenzialmente nei nuovi impianti all’interno delle aree a verde pubblico.

 

Specie

(nome scientifico)

 

Specie

(nome comune)

 

Classe

di grandezza

Distanza

d’impianto (m)

     
Acacia spp. Acacie seconda 6-8      
Acer campestre Acero campestre seconda 6-8      
Acca sellowiana Guajabo terza 4-5      
Acer negundo Acero negundo seconda 8-10      
Aesculus hippocastanum Ippocastano a fiori bianchi prima 10-12      
Aesculus x carnea Ippocastano a fiori rosa prima 10-12      
Albizia julibrissin Acacia di Costantinopoli terza 6-8      
Araucaria bidwillii Araucaria di Bidwill prima 10-12      
Araucaria cunninghamii Pino della Baia di Moreton prima 10-12      
Araucaria excelsa Pino di Norfolk prima 10-12      
Brachychiton spp. Albero bottiglia prima 8-10      
Brahea armata Palma azzurra terza 6-7      
Brahea edulis Palma di Guadalupe terza 6-7      
Butia capitata Palma da gelatina terza 6-7      
Calocedrus decurrens Cedro della California prima 6-8      
Casuarina spp. Casuarina prima 8-10      
Catalpa bignonioides Catalpa seconda 8-10      
Celtis australis Bagolaro prima 10-12      
Cedrus spp. Cedro prima 12-15      
Ceratonia siliqua Carrubo terza 6-8      
Cercis siliquastrum Albero di Giuda terza 5-6      
Chamaecyparis spp. Falso cipresso prima 6-8      
Cinnamomum camphora Albero della canfora prima 12-15      
Citrus spp. Agrumi terza 4-5      
Cocculus laurifolius Cocculus seconda 8-10      
Cupressus arizonica Cipresso dell’Arizona seconda 6-8      
Cupressus macrocarpa Cipresso di Monterrey prima 10-12      
Cupressus sempervirens Cipresso comune prima 4-6      
Erythrina spp. Albero dei coralli terza 6-8      
Eucalyptus spp. Eucalipto prima 12-15      
Ficus elastica Albero della gomma prima 10-12      
Ficus macrophylla Fico della Baia di Moreton prima 12-15      
Ficus rubiginosa Fico rubiginoso seconda 8-10      
Fraxinus angustifolia Frassino ossifillo prima 10-12      
Fraxinus ornus Orniello seconda 6-8      
Ginkgo biloba Ginkgo prima 10-12      
Grevillea robusta Grevillea prima 8-10      
Hibiscus syriacus Ibisco terza 3-5      
Jacaranda mimosifolia Jacaranda seconda 8-10      
Jubaea spectabilis Palma del Cile seconda 6-7      
Specie

(nome scientifico)

Specie

(nome comune)

Classe

di grandezza

Distanza

d’impianto (m)

     
Koelreuteria elegans Albero della pioggia dorata seconda 8-10      
Koelreuteria paniculata Albero della pioggia dorata seconda 8-10      
Lagerstroemia indica Albero di San Bartolomeo terza 3-5      
Lagunaria patersonii Albero delle primule seconda 6-8      
Ligustrum lucidum Ligustro cinese terza 4-5      
Liquidambar styraciflua Liquidambar prima 10-12      
Liriodendron tulipifera Albero dei tulipani prima 12-15      
Livistona spp. Livistona seconda 6-7      
Magnolia grandiflora Magnolia prima 10-12      
Melaleuca spp. Melaleuca seconda 7-8      
Melia azedarach Melia seconda 7-10      
Nerium oleander Oleandro terza 3-4      
Morus spp. Gelso seconda 8-10      
Myoporum laetum Mioporum terza 6-7      
Olea europaea Olivo terza 7-8      
Phoenix canariensis Palma delle Canarie seconda 8-10      
Phoenix dactylifera Palma da datteri seconda 6-8      
Paulownia tomentosa Paulownia seconda 7-8
Pinus canariensis Pino delle Canarie prima 10-12
Pinus halepensis Pino d’Aleppo prima 10-12
Pinus pinea Pino domestico prima 12-15
Pittosporum tobira Pittosporo terza 4-5
Pittosporum undulatum Pittosporo terza 4-5
Populus nigra var. italica Pioppo cipressino prima 6-10
Platanus acerifolia Platano prima 12-15
Prunus cerasifera var. pissardii Ciliegio purpureo terza 5-6
Punica granatum Melograno terza 4-5
Quercus ilex Leccio seconda 10-12
Quercus pubescens Roverella seconda 10-12
Quercus suber Sughera seconda 10-12
Robinia pseudoacacia Robinia seconda 8-10
Syagrus romanzoffiana Palma regina seconda 6-7
Salix babylonica Salice piangente terza 8-10
Schinus molle Falso pepe terza 6-7
Sorbus domestica Sorbo domestico seconda 7-8
Sophora japonica Sofora seconda 8-10
Tamarix spp. Tamerice terza 4-5
Taxus baccata Tasso terza 8-10
Tilia spp. Tiglio prima 12-15
Thuja occidentalis Tuia prima 7-8
Thuja orientalis Tuia terza 4-5
Trachycarpus fortunei Palma della Cina terza 5-6
Washingtonia filifera Washingtonia seconda 6-8
Washingtonia  robusta Washingtonia seconda 6-8

 

 

TABELLA 2

Arbusti ornamentali da utilizzarsi nei nuovi impianti all’interno delle aree a verde pubblico, con preferenza per le specie mediterranee, di macchia, spontanee in Liguria

 

SPECIE

(NOME SCIENTIFICO)

PROVENIENZA ALTEZZA (m) UTILIZZO ORNAMENTALE
Abelia grandiflora; A. spp. – ABELIE Cina, Giappone e Messico, coltivata in Liguria e nel Mediterraneo Da 1,5 a 3 Aiuole, siepi, fioriere, vasi
Acca sellowiana – FEIJOA America meridionale (Brasile) Da 3 a 5 Aiuole, (isolata o a gruppi) siepi
Albizia julibrissin – ACACIA DI COSTANTINOPOLI Africa, Asia, Australia – zone tropicali; coltivata in Europa Da 3 a 4-6 (anche oltre) Aiuole, siepi
Arbutus unedo – CORBEZZOLO Spontanea, di macchia mediterranea

 

Da 3 a 5 (anche oltre) Aiuole, fioriere
Aucuba japonica Asiatica, coltivata in Europa Da 1 a 2 Aiuole, siepi, fioriere, vasi
Buddleya alternifolia; Buddleya davidii – ARBUSTO DELLE FARFALLE Buddleya spp. – BUDDLEIE Cina, Asia orientale, coltivate in Europa Da 1-2 a 3 Aiuole, siepi, fioriere, vasi
Buxus rotundifolia; B. Microphylla; B. balearica Emisfero boreale Da 1-2 a 3-5 Aiuole, siepi, fioriere, vasi , bordure
Buxus sempervirens – BOSSO  

Spontanea, su colline aride dell’Europa centro-sud occidentale

 

Da 0,5 a 2-3 Aiuole, siepi, fioriere, vasi (anche potato “a palla”), bordure
Callistemon citrinus; Callistemon spp. – CALLISTEMO Australia, Nuova Caledonia; coltivati nel sud Europa Da 1,5 a 3 Aiuole, siepi, fioriere, vasi
SPECIE

(NOME SCIENTIFICO)

PROVENIENZA ALTEZZA (m) UTILIZZO ORNAMENTALE
Camelia japonica; Camelia spp. – CAMELIE Cina, India, Giappone Da 1,8 a 3,5 Aiuole, siepi, fioriere, vasi
Ceanothus spp. – CEANOTUS Nord America Da 2 a 3 Aiuole (in gruppi o in macchie), siepi, fioriere, vasi
Cistus spp. – CISTI Europa meridionale, su terreni aridi e rocciosi Da 0,3 – 0,6 a 1-2 Aiuole, siepi, bordure, fioriere, vasi
Cistus albidus – CISTO A FOGLIE SESSILI Mediterraneo occidentale, spontaneo in Liguria

 

Da 0,5 a 1 Aiuole, bordure, fioriere
Cistus monspeliensis – CISTO DI MONTPELLIER Mediterraneo occidentale, spontaneo in Liguria Da 0,5 a 1 Aiuole, bordure, fioriere
SPECIE

(NOME SCIENTIFICO)

PROVENIENZA ALTEZZA (m) UTILIZZO ORNAMENTALE
Cistus salvifolius – CISTO A FOGLIE DI SALVIA; SCORNABECCO Mediterraneo occidentale, non molto diffuso , ma presente, in Liguria Da 0,5 a 1 Aiuole, bordure, fioriere
SPECIE

(NOME SCIENTIFICO)

PROVENIENZA ALTEZZA (m) UTILIZZO ORNAMENTALE
Cotoneaster horizontalis – COTONEASTER PROSTRATO Cina occidentale, coltivata in Liguria e nel Mediterraneo Da 0,2 a 0,8 Aiuole, fioriere, vasi , bordure
Cotoneaster salicifolius; Cotoneaster spp. –

COTONEASTER (SPECIE VARIE)

Alcune specie sono considerate spontanee nell’Europa meridionale e sud orientale Da 1 a 2-3 Aiuole, siepi, fioriere, vasi , bordure
Crataegus monogyna; Crataegus spp.. – BIANCOSPINI Europa, Africa settentrionale, India, spontanei di macchie e margini dei boschi; anche coltivati Da 3 a 4-5 Aiuole, siepi
Cupressocyparis x leylandii – CIPRESSO DI LEYLAND Gran Bretagna, molto diffuso in Europa in giardini, parchi, siepi, recinzioni DA 4-5 (POTATO) a

10 -12

Recinzioni, siepi (soprattutto); aiuole
Cytisus spp. – CITISO, GINESTRINO Europa, Asia Minore, Nord-Africa Da 1 a 2 Aiuole, vasi, fioriere
Datura spp. – DATURA (SPECIE VARIE) America tropicale; altipiani andini; specie termofile Da 1-1,8 a 2-3 Aiuole, vasi, fioriere (piante velenose)
Dracaena draco – PIANTA DEL DRAGO Isole Canarie, Madeira, Capo Verde Da 1 a 2-3 Aiuole, vasi, fioriere
Eleagnus spp. – ELEAGNI Asia, coltivati in Europa , regione mediterranea Da 1 a 6-7 Aiuole, siepi, bordure e fioriere
Erica carnea – ERICA CARNEA Alpi orientali, diffusa in tutte le Alpi (brughiere, boschi di conifere) Da 0,2 a 0,3 Aiuole, bordure
Erica spp. – ERICHE Europa; Sud Africa Da 0,5 a 2-4 Aiuole, siepi, bordure
Euonymus fortunei Asiatica Da 0,5 a 0,7 Aiuole, bordure basse
Euonymus japonicus Giappone, ampiamente coltivata nell’Europa sud-occidentale Da 2 a 3-4 Aiuole, siepi, bordure
Euonymus latifolius – FUSAGGINE A FOGLIE LARGHE Europa centro-meridionale e sud-orientale, spontanea di macchia mediterranea Da 3 a 6 Aiuole, siepi, bordure
Euphorbia dendroides EUFORBIA ARBOREA Spontanea, di macchia mediterranea su calcare Da 1 a 3 Aiuole, siepi
Euphorbia spinosa EUFORBIA SPINOSA Spontanea, di macchia mediterranea su calcare Da 0,10 a 0,30 Aiuole, bordure
Phillirea latifolia – OLIVASTRO, FILLIREA Spontanea, di macchia mediterranea su Da 3-4 a 10-15 Aiuole, siepi
Phillirea angustifolia – OLIVASTRO, FILLIREA Spontanea, di macchia mediterranea su Da 1 a 2-3 Aiuole, siepi
Forsythia europaea – FORSIZIA europea Albania, Serbia, coltivata in Europa Da 2 a 3-4 Aiuole, siepi
Forsythia spp. – FORSIZIE Asia orientale, coltivate in Europa Da 2 a 3-4 Aiuole, siepi
Hebe spp. – (“VERONICHE”) Nuova Zelanda Da 0,30 a 3 Aiuole, bordure, siepi
Helycrisum italicum; Helycrisum spp. – ELICRISI Spontanea, di macchia mediterranea Da 0,5 a 1,2 Aiuole, bordure, erbari
       
SPECIE

(NOME SCIENTIFICO)

PROVENIENZA ALTEZZA (m) UTILIZZO ORNAMENTALE
Hippophae rhamnoides – OLIVELLO SPINOSO Spontanea, di macchia mediterranea e aree montuose, su dune sabbiose e scogliere

 

Da 5-6 a 10-11 Aiole, siepi e dune da consolidare
Ilex aquifolium, – AGRIFOGLIO Spontanea, di macchia mediterranea Da 2 a 5 Aiuole, siepi
Juniperus communis – GINEPRO; Juniperus oxycedrus – GINEPRO COCCOLONE; Juniperus phoenicea – GINEPRO FENICIO Spontanei, specie su colline aride della regione mediterranea Da 2 a 4-5 Aiuole, siepi
Lantana camara – LANTANA Centro-Sud America; coltivata in Europa, anche in vaso Da 0,4 a 1,50 Aiuole, siepi
Lantana sellowiana – LANTANA PROSTRATA Centro-Sud America; coltivata in Europa, anche in vaso Da 0,2 a 0,8 Aiuole, bordure, siepi
Laurus nobilis – ALLORO Regione mediterranea (naturalizato) Da 1 a 9-10 Aiuole, siepi
Lavandula spp. – LAVANDA (SPECIE VARIE) Spontanee, di macchia mediterranea e zone supalpine ed anche coltivate Da 0,20 a 1 e oltre Aiuole, bordure, erbari
Lavandula stoechas – LAVANDA SELVATICA, STECA Spontanea, di macchia mediterranea e zone supalpine Da 0,20 a 1 Aiuole, bordure, erbari
Ligustrum ionandrum – LIGUSTRO “A PALLA” Nord America e Giappone, coltivato nella regione mediterranea Da 1-2 a 3 Aiuole, siepi , fioriere, vasi (potato “a palla”)
Ligustrum japonicum – LIGUSTRO GIAPPONESE Giappone, coltivato nella regione mediterranea Da 1-2 a 3 Aiuole, siepi , fioriere, vasi
Ligustrum ovalifolium cv. “AUREUM”; cv. “ARGENTEOMARGINATUM” –

(LIGUSTRI DELLA CALIFORNIA)

Nord America e Giappone, coltivato nella regione mediterranea Da 1-2 a 3 Aiuole, siepi , fioriere, vasi
Ligustrum texanum – LIGUSTRO TEXANO Texas e Nord America, coltivato nella regione mediterranea Da 1-2 a 3 Aiuole, siepi , fioriere, vasi
Mahonia aquifolium – MAONIA America, coltivato nella regione mediterranea Da 1 a 2 Aiuole
Myrtus communis; – MIRTO COMUNE Spontanea, di macchia mediterranea Da 2 a 5 Aiuole, siepi
Myrtus communis subsp. taraentina – MIRTO TARANTINO, MIRTINA Italia centromeridionale, coltivato in Liguria Da 1 a 3 Aiuole, siepi , bordure
Nerium oleander – OLEANDRO  

Ampiamente coltivato e naturalizzato, in siepi e macchie dell’Europa mediterranea

Da 2 a 4 Aiuole, siepi, fioriere, macchie
       
SPECIE

(NOME SCIENTIFICO)

PROVENIENZA ALTEZZA (m) UTILIZZO ORNAMENTALE
Photinia x fraseri cv “RED ROBIN” – FOTINIA Ibrida di P. glabra, originaria del Giappone, e P. serrulata, originaria della Cina; coltivata in Liguria

 

Da 3 a 4 Aiuole, siepi , bordure
Pyracantha coccinea (AGAZZINO) Spontanea, in siepi e macchie dell’Europa mediterranea Da 1,5 a 3-4 Aiuole, siepi
Pistacia lentiscus; Pistacia terebinthus – LENTISCO E TEREBINTO Spontanei, di macchia mediterranea Da 2-3 A 5-8 Aiuole, siepi
Pittosporum tobira – PITTOSPORO, PITTOSPORO DA SIEPE Cina e Giappone; ben adattato nella Regione mediterranea Da 2 a 3 Aiuole, siepi, fioriere
Pittosporum tenuifolium – PITTOSPORINO; PITTOSPORINO VARIEGATO Nuova Zelanda; ben adattato nella Regione mediterranea Da 2 a 3 Aiuole, siepi, fioriere
Poligala myrtifolia – POLIGALA Africa Meridionale; coltivata in Europa Da 1 a 3 Aiuole, siepi, vasi, fioriere
Prunus laurocerasus – LAUROCERASO Europa sud -orientale, “naturalizzato” anche in Liguria Da 2 a 5 Siepi (soprattutto), aiuole,
Rhamnus alaternus – ALATERNO Spontanea, di macchia mediterranea Da 2 a 5 Aiuole, siepi
Rosmarinus officinalis ROSMARINO Spontanea, di macchia mediterranea Da 0,5 a 2 Aiuole, bordure, erbari
Salvia officinalis – SALVIA, SALVIA DA GIARDINO Spontanea, di macchia mediterranea Da 0,20 a 0,80-1,50 Aiuole, bordure, erbari
Santolina chamaeciparissus – SANTOLINA (LAVANDA FRANCESE) Spontanea, di macchia mediterranea Da 0,20 a 0,60 Aiuole, bordure, erbari
Senecio pterophorus – SENECIO Sud Africa, naturalizzata in Liguria (macchie ed incolti) Da 0,5 a 1,5 Aiuole, bordure,
Spartium junceum – GINESTRA COMUNE, GINESTRA ODOROSA Spontanea, di macchia mediterranea e zone supalpine, su calcare

 

Da 1 a 5 Aiuole e per consolidare pendii rocciosi
Spiraea spp. – SPIREA (SPECIE VARIE) Europa sud-orientale; Asia orientale Da 3 a 6 Aiuole, siepi , bordure
Syringa vulgaris Syringa spp. – LILLA’ Europa Orientale, coltivata nella regione mediterranea Da 5 a 6 Aiuole, siepi , bordure
Teucrium spp. – FIOR D’API (ROSMARINONE) Mediterranea, alcune specie spontanee in Liguria Da 0,10 a 0,30 Aiuole, bordure,
Tymus vulgaris – TIMO MAGGIORE Spontanea, di macchia mediterranea Da 0,10 a 0,50 Aiuole, bordure, erbari
Viburnum opulus – PALLA DI NEVE, PALLON DI MAGGIO Spontanea, di macchia mediterranea e zone supalpine Da 2 a 4 Aiuole, siepi
Viburnum lantana – VIBURNO, LANTANA Spontanea, di macchia med. e zone supalpine Da 3 a 6 Aiuole, siepi
SPECIE

(NOME SCIENTIFICO)

PROVENIENZA ALTEZZA (m) UTILIZZO ORNAMENTALE
Viburnum tinus – LAURO-TINO Spontanea, di macchia mediterranea e zone supalpine Da 3 a 6 Aiuole, siepi
Yucca elephantipes; Yucca spp. –

YUCCHE (SPECIE VARIE)

Messico; Guatemala; regioni tropicali, diffuse nella regione mediterranea Da 1 a 3-4 Aiuol 

 

TABELLA 3

Elenco di arbusti ornamentali rampicanti di più frequente impiego, consigliabili nei nuovi impianti in aree a verde pubblico (Muri, Recinzioni, Pergolati, ecc.).

 

NOME SCIENTIFICO E

NOME COMUNE

PROVENIENZA, DIFFUSIONE ALTEZZA (m) ATTITUDINE
Ampelopis tricuspidata; Ampelopis spp. – AMPELOPIS Nord America, Asia Orientale Da 10 a 15 Rampicante, per muri e recinzioni
Bignonia capreolata; Bignonia sp – BIGNONIE (SPECIE VARIE) America Orientale, Asia Da 8 a 9 Rampicanti, per muri, balconi, terrazze e recinzioni
Bouganvillea glabra; B. spectabilis – BOUGANVILLEE America Centrale, Brasile Da 7 a 9 Rampicanti, per muri, balconi, terrazze e recinzioni
Campis radicans – BIGNONIE America Orientale, Asia Da 3 a 6 Rampicante, per muri e recinzioni
Campis spp. – ALTRE BIGNONIE America Orientale, Asia Da 3 a 10 Rampicanti, per muri, balconi, terrazze e recinzioni
Cematis vitalba – VITALBA Spontanea, di macchia mediterranea

 

Da 7 a 10 Rampicante, per muri e recinzioni
Clematis flammula – FIAMMOLA, CLEMATIDE ODOROSA Spontanea, di macchia mediterranea Da 4 a 5 Rampicante, per muri e recinzioni

 

NOME SCIENTIFICO E

NOME COMUNE

PROVENIENZA, DIFFUSIONE ALTEZZA (m) ATTITUDINE
Clematis spp. ALTRE CLEMATIDI Europa (regione alpina, subalpina e mediterranea); Asia Da 3 a 10 -12 Rampicanti, per muri, balconi, terrazze e recinzioni
Hedera helix; Hedera spp. – EDERE (SPECIE VARIE) Europa, Africa Settentrionale, Asia

 

Da 5 a 10 (ma anche 20 e oltre) Rampicanti, per muri, balconi, terrazze e recinzioni
Jasminum azoricum – GELSOMINO DELLE AZZORRE Isole Azzorre Da 2 a 3 Rampicanti, per muri, balconi, terrazze e recinzioni
Jasminum beasianum – GELSOMINO ROSSO Asia tropicale e subtropicale, Da 3 a 4 Rampicanti, per muri, balconi, terrazze e recinzioni
Jasminum nudiflorum – GELSOMINO DI SAN GIUSEPPE Asia tropicale e subtropicale, naturalizzato in Europa Da 2 a 3 Rampicantie per muri, balconi, terrazze e recinzioni
Jasminum officinale – GELSOMINO COMUNE Asia, naturalizzato in Europa

 

Da 3 a 10 -12 Rampicante, per muri, balconi, terrazze e recinzioni
Jasminum polianthum – GELSOMINO A FIORI BIANCHI, A GRAPPOLO Cina, naturalizzato in Europa

 

Da 6 a 7 Rampicante, per muri, balconi, terrazze e recinzioni

 

 

NOME SCIENTIFICO E

NOME COMUNE

PROVENIENZA, DIFFUSIONE ALTEZZA (m) ATTITUDINE
Jasminum primulinum GELSOMINO A FIORI GIALLO BRILLANTE Cina Sud-Occidentale Da 2 a 3 Rampicanti, per muri, balconi, terrazze e recinzioni
Jasminum spp. –

ALTRI GELSOMINI

Asia, regioni tropicali e subtropicali Da 2-3 a salire Rampicanti, per muri, balconi, terrazze e recinzioni
Lonicera caprifolium – CAPRIFOGLIO Spontaneo nel Centro sud Europeo

 

Da 5 a 8 Rampicante per muri, graticci e pergolati
Lonicera spp. – ALTRE SPECIE Regioni temperato calde dell’emisfero boreale Da 4 a 7-10 Rampicanti per muri, graticci e pergolati

 

Mandevilla suaevolens MANDEVILLA Argentina Da 5 a 6 Rampicante, per muri, balconi, terrazze e recinzioni
Parthenocissus quinquefolia; Parthenocissus tricuspidata; Parthenocissus spp. – VITE VERGINE, VITE DEL CANADA Americhe e Asia, ampiamente coltivate in Europa Da 12 a 15 (ma anche oltre) Rampicanti, per muri, balconi, terrazze e recinzioni
Phassiflora coerulea ; PASSIFLORA, FIORE DELLA PASSIONE

Passiflora spp. (SPECIE VARIE)

Americhe e Asia, regioni tropicali e sub-tropicali Da 5 a 8 Rampicanti per muri riparati, terrazzi e balconi
NOME SCIENTIFICO E

NOME COMUNE

PROVENIENZA, DIFFUSIONE ALTEZZA (m) ATTITUDINE
Plumbago capensis – GELSOMINO AZZURRO Sud Africa Da 2 a 5 Rampicanti, per muri, balconi, terrazze e recinzioni
Rhynchospermum (Trachelospermum) jasminoides – RINCOSPERMO, FALSO GELSOMINO Asia Orientale, India e Giappone Da 8 a 10 Rampicante, per muri, graticci, balconi, terrazze, siepi e recinzioni
Rosa spp. (Rosa x hibryda) – ROSE RAMPICANTI Regioni temp. dell’emisfero boreale Da 2 a 3 Le varietà adatte si usano per rivestire muri, steccati, pergolati, ecc.
Solanum jasminoides – SOLANUM Americhe, regioni centrali e calde Da 4 a 5 Rampicante, per muri e recinzioni
Thunbergia grandiflora; Thunbergia erecta – TUNBERGIA Asia ed Africa, regioni tropicali e sub tropicali Da 4 a 7 Rampicanti, per muri, graticci e recinzioni
Tropaeolum spp. – NASTURZIO, CAPPUCCINA America meridionale Da 2 a 4 Rampicante, per muri e recinzioni
Wisteria sinensis – GLICINE Asia orientale ampiamente coltivato nel Sud Europa Da 15 a 20 Rampicante, per muri, graticci, balconi, terrazze, siepi e recinzioni
Wisteria floribunda – GLICINE DEL GIAPPONE Giappone ampiamente coltivato nel Centro Sud Europa Da 10 a 12 Rampicante, per muri, graticci, balconi, terrazze, siepi e recinzioni

 

 

ALLEGATO  2

 

  • Fac-simile di richiesta per autorizzazione interventi

 

 

  • Al Sindaco del Comune di Imperia
  • Al Settore Ecologia

Comune Imperia

 

 

OGGETTO: interventi sul patrimonio arboreo

 

Il/la sottoscritt           ………………………………………

 

residente in     ………………………………………Via        …………………. n. ……..            Tel………………

 

in qualità di proprietario/a del terreno sito in Imperia, Via   …………………….

 

DICHIARA

che il patrimonio arboreo all’interno del succitato lotto consiste in n. ………… essenze, di seguito descritte:

 

  1. nome botanico circonferenza tronco                          altezza

(a 1,00 m da terra)                              stimata (m)

….                    …………………..            ……………………..                             …………….

….                    …………………..            …………………… ..                            …………….

….                    …………………..            ……………………..                             …………….

….                    …………………..            ……………………..                             …………….

….                    …………………..            ……………………..                             …………….

….                    …………………..            ……………………..                             …………….

 

che è sua intenzione procedere all’abbattimento di n…… essenze arboree rientranti nel Regolamento del Verde, e specificatamente:………………………… e riportate nell’allegata planimetria

 

 

CHIEDE AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE

 

Dichiara, inoltre, di aver preso visione di quant’altro disposto nel Regolamento per la Gestione e la Tutela della Vegetazione Urbana e dei relativi allegati di cui all’oggetto.

 

Note

Per interventi di nuova costruzione è fatto obbligo di:

  • presentare unitamente al progetto architettonico, il progetto di sistemazione a verde della area di pertinenza dell’immobile in scala grafica adeguata (1:100 o 1:200), indicante le specie prescelte, la loro localizzazione e le caratteristiche (circonferenza, altezza, etc.) all’epoca dell’impianto.
  • Dovrà altresì essere presentata una planimetria che rappresenti lo stato di fatto in scala grafica adeguata (1:100 o 1:200); pertanto tutti gli alberi esistenti sull’area oggetto di intervento dovranno essere rigorosamente rilevati ed indicati. In caso di autorizzazione all’abbattimento, l’Amministrazione Comunale deve chiedere al proprietario di piantumare nuovi alberi di dimensioni analoghe a quelle rimosse. La piantumazione dovrà, preferibilmente, essere realizzata nell’intorno del luogo interessato agli abbattimenti.

 

Nuove costruzioni – ristrutturazioni – modifiche alle costruzioni esistenti opere pubbliche

L’autorità Comunale, con esplicita condizione agli atti di assenso relativi a procedimenti edilizi per nuove costruzioni, ristrutturazioni o modifica di fabbricati esistenti, nel caso in cui siano previste la realizzazione di nuovi spazi verdi con superficie pari o superiore a 200 mq, o la sistemazione di quelli già esistenti con superficie pari o superiore a 200 mq, nelle aree vincolate sotto il profilo ambientale o paesistico, 1.000 mq nella altre aree e per quanto riguarda comunque la realizzazione di spazi verdi di qualsiasi superficie confinanti con spazi pubblici di particolare interesse sotto il profilo paesistico, così come individuati nelle tavole di piano regolatore, richiede la presentazione di un progetto, redatto, in conformità ai commi successivi, da un tecnico abilitato (laureati in scienze agrarie, laureati in scienze forestali e architetti del paesaggio, lauree o corsi di specializzazione).

Il progetto relativo alle “aree a verde” è costituito dai seguenti elaborati:

– relazione tecnica illustrativa riportante una descrizione dettagliata della sistemazione a verde che si intende realizzare;

– planimetria in scala adeguata riguardante lo stato di fatto dell’area oggetto d’intervento, riportante la precisa localizzazione degli eventuali abbattimenti di alberi esistenti ed aventi le caratteristiche indicate all’art. 4 del presente regolamento;

  • planimetria di progetto in scala adeguata riportante: la localizzazione delle nuove piantumazioni.

Nel caso di interventi in Aree Pubbliche o destinate a divenire tali e/o ad essere gestite dall’ Ente Pubblico in forza di norme e/o convenzioni di carattere urbanistico, o di decisioni di carattere giudiziario, deve altresì esseri prodotto un Piano di manutenzione corredato da relativo computo degli oneri economici.

 

Al fine di rendere leggibili le planimetrie deve essere utilizzata una corretta simbologia, correlata ad una legenda riportante il nome botanico della specie che si intende mettere a dimora o per la quale è previsto l’abbattimento.

Nella realizzazione di nuovi spazi verdi o per la sistemazione di quelli esistenti, o per la progettazione e l’esecuzione di opere pubbliche che riguardino le piante di cui all’art.4 , devono essere osservate le indicazioni riportate nei successivi articoli.

I progetti di realizzazione di spazi verdi da presentarsi con le modalità sopraindicate, non devono essere comunque in contrasto con le norme urbanistiche ed edilizie vigenti.

Nel caso di abbattimento di alberature di cui all’art. 4 è obbligatoria la sostituzione di queste alberature.

 

ALLEGATO 3

 

 

Criteri generali per la Potatura delle Palme

 

 

Sono vietati i tagli di foglie che riducono in maniera drastica la vegetazione limitandola alle foglie apicali nonché la scorticatura del fusto

I lavori di potatura dovranno limitarsi, eventualmente, a:

  • l’accurata pulizia dello stipite da eventuali rampicanti (eccetto il caso di rampicanti appositamente posti a dimora per motivi estetici)
  • l’asportazione dei vecchi residui delle foglie, taglio delle vecchie infiorescenze e spate, taglio delle foglie secche; infine, taglio di due ordini di foglie verdi e scalpellatura dei tacchi. I tacchi e lo stipite dovranno essere ben rifiniti con idonei attrezzi da taglio (scalpello e mezzaluna) e non presentare spaccature e slabbrature. E’ consentito nella prima fase (eliminazione delle foglie secche e dei vecchi tacchi, taglio delle foglie verdi), l’uso della motosega.

 

Le nuove infiorescenze ed i giovani caschi di datteri dovranno essere conservati;

Gli attrezzi impiegati dovranno essere sempre accuratamente disinfettati con Sali quaternari d’ammonio in soluzione secondo etichetta, prima di passare ad interventi su altre palme.

E’ vietato, inoltre, l’uso di ramponi. L’esecuzione dei lavori di piante non raggiungibili mediante piattaforma idraulica, potranno essere eseguiti mediante l’uso della “bicicletta”.

 

 

 

 

 

ALLEGATO 4

 

 

Metodologia per la stima del valore ornamentale e del danno biologico

a carico della Vegetazione Urbana

 

 

STIMA DEL VALORE ORNAMENTALE

Abbattimenti

Nel caso il Settore Ecologia debba procedere in proprio o autorizzi l’abbattimento di piante gravemente danneggiate o compromesse nella loro stabilità a causa di lavori effettuati nelle adiacenze, o a seguito di incidenti provocati da veicoli oppure debba occuparsi della rimozione di esemplari ubicati in aree sedi di nuovi interventi infrastrutturali, l’Amministrazione Comunale si riserverà il diritto di richiedere “l’indennizzo” determinato in base alla stima del valore ornamentale dei soggetti vegetali coinvolti.

Esso rappresenta il valore di mercato che consente di definire il costo di riproduzione del bene albero, adottando un procedimento di tipo parametrico con variabili in base al prezzo d’acquisto, valore estetico, ubicazione urbana, dimensioni e alle condizioni di salute, secondo quanto indicato nelle tabelle seguenti.
L’indennizzo complessivo sarà determinato dalla seguente formula.

I = V.o. + S.a: – V.1.

dove:

I = indennizzo (ornamentale) spettante alla Città
V.o. = valore ornamentale
S.a: = spese di abbattimento, sradicamento del ceppo, messa a dimora della nuova pianta (se sostenute dalla Città)
V.1. = valore di mercato del legname da opera ritraibile (se incamerato dalla Città)

 

Valore ornamentale V.o. =b x c x d x e

 

Dove:

 

  1. prezzo di vendita al dettaglio (listino Assoverde in vigore)

 

  1. indice relativo al prezzo rilevato presso i vivai produttori di una nuova pianta, con caratteristiche di allevamento e di portamento il più possibile simili all’esemplare da sostituire. Il valore da prendere in considerazione è la decima parte del prezzo di vendita unitario di una pianta di circonferenza 10 – 12 cm per le latifoglie o 15 – 18 cm per le conifere (altezza delle conifere 2,5 – 3,00 m). b = a/10

 

  1. Indice estetico dell’esemplare da sostituire, parametro variabile da 0,5 a 10 in funzione della bellezza, della posizione (pianta isolata, in filare, in gruppo, ecc.), delle condizioni fitosanitarie, della vigoria, ecc., secondo la seguente tabella:

 

 

10 – pianta sana , vigorosa – solitaria, esemplare
9 – pianta sana , vigorosa – in gruppi da tre a cinque esemplari
8 – pianta sana , vigorosa – in gruppo con più di cinque esemplari o in filare
7 – pianta sana, di medio vigore – solitaria
6 – pianta sana, di medio vigore – in gruppo da tre a cinque esemplari
5 – pianta sana, di medio vigore – in gruppo con più di cinque esemplari o in filare
4 – pianta poco vigorosa, a fine ciclo vegetativo – in gruppo
3 – pianta poco vigorosa, a fine ciclo vegetativo

 

– solitaria
2 – Pianta scadente, malformata, a fine ciclo vegetativo – solitaria
1 – pianta senza vigore, ammalata – in gruppo o in filare
0,5 – pianta priva di valore – in gruppo o in filare

 

  1. Indice di locazione della pianta rispetto al territorio urbano

 

 

10 – Centro città, parchi, aree verdi scolastiche
7,5 – Aree verdi attrezzate non recintate, viali alberati
5 – Quartieri periferici, frazioni
2,5 – Aree verdi non attrezzate, zone rurali

 

 

  1. Indice di dimensioni. Viene considerata, nel caso delle dicotiledoni, la circonferenza della pianta, misurata a 1 m dal colletto, secondo la seguente tabella:

 

 

Circ. in cm Indice Circ. in cm Indice Circ. in cm Indice
30-40 2 120-130 11 210-220 20
40-50 3 130-140 12 220-230 21
50-60 4 140-150 13 230-240 22
60-70 5 150-160 14 240-250 23
70-80 6 160-170 15 250-260 24
80-90 7 170-180 16 260-270 25
90-100 8 180-190 17 270-280 26
100-110 9 190-200 18 280-290 27
110-120 10 200-210 19 290-300 28

 

 

L’indice esprime l’aumento del valore in funzione dell’età dell’albero. Per piante di dimensioni maggiori si aumenterà la valutazione di 1 punto ogni 10 cm di incremento della circonferenza.

 

Nel caso delle Monocotiledoni (Palme), per le quali la circonferenza non è elemento significativo in considerazione della loro struttura morfologica e delle loro peculiari modalità di accrescimento, tale parametro può essere sostituito da analoghe valutazioni (età stimata, altezza, ecc. a seconda della specie) oltre che da archivi fotografici. Nel caso di utilizzo del parametro altezza, l’indice e si ottiene dalla seguente tabella.

 

Altezza in metri Indice di altezza
Da 0,5 a 1 1
Da 1 a 2 1,5
Da 2 a 3 2,5
Da 3 a 4 3,5
Da 4 a 6 5
Da 6 a 8 7
Oltre 8 10

 

Interventi sulla chioma

Nel caso vengano realizzati interventi non autorizzati a danno delle chiome di soggetti arborei (potature, sbrancature, capitozzature, taglio rami, ecc) sia nel corso dei lavori, sia nel caso di normali manutenzioni ( concessioni ed affitti che prevedano l’onere della manutenzione di un’area verde) l’Amministrazione Comunale si riserva il diritto di chiedere un indennizzo pari alla riduzione del valore ornamentale del patrimonio arboreo coinvolto.

Il procedimento comporta il confronto fra la stima del valore ornamentale che gli esemplari avevano prima dell’intervento (stima analitica o per comparazione) con soggetti analoghi e quello che risulta immediatamente dopo l’intervento.

L’indennizzo quindi sarà determinato dalla seguente formula:

I = V.o.p. – V.o.s.

dove:

 

I = Indennizzo spettante alla Città
V.o.p. = Valore ornamentale precedente l’intervento
V.o.s. = Valore ornamentale successivo all’intervento

 

Nella valutazione del danno alla chioma si dovranno considerare gli indici di cui al punto f della tabella seguente

  1. Indice di riduzione per danni alla chioma

 

Riduzione valore della chioma Riduzione % valore ornamentale
Fino a 10% 20

 

Fino a 20% 40

 

Fino a 30% 60

 

Fino a 40% 80

 

> 40% 100

 

 

STIMA DEL DANNO BIOLOGICO

Danni all’apparato radicale.

Si procederà alla determinazione del danni biologico nei casi in cui, a seguito di lavori vengano danneggiati gli apparati radicali delle piante.

L’indennizzo si basa sulla considerazione che il danneggiamento dell’apparato radicale è causa diretta della riduzione del valore ornamentale del soggetto in quanto ne provoca un deperimento generale.

Tale indennità è funzione della superficie del settore circolare interessato dai lavori ed il suo importo è determinato dalla seguente formula.

I = D.B. = V.o. x H

dove:

D.B. = Danno Biologico
V.o. = Valore ornamentale
H = Incidenza percentuale delle radici asportate

 

La valutazione del danno biologico sarà poi così determinata:

 

 

V. o. Angolo (H)   Percentuale (%) Indennizzo (I)
Valore ornamentale della pianta Settore dell’apparato radicale danneggiato, in gradi Incidenza percentuale sull’apparato radicale

% = H/3,6

 

 

I = V. O. x  %H

 

 

 

L’angolo H é determinato, secondo il teorema di Carnot:

 

a2 + b2 – c          a2 + b2 – E2

H = cos  = ——————– = ——————–

2 x a x b                2 x a x b

 

Dove a = C1 + R (raggio del tronco)

b = C2 + R (idem)

E = ampiezza del fronte di scavo

h = distanza dello scavo dalla pianta (inferiore a 3 m)

 

Esempio n.1

 

 

Esempio n. 2

Altri danni

In caso di ferite o scortecciature al tronco il danno é proporzionale all’estensione in larghezza delle lesioni in rapporto alla circonferenza della pianta. Nel caso di più lesioni a diverse altezze del tronco, si sommeranno tra loro le varie percentuali. Nel caso di danni al colletto si raddoppieranno i valori.

 

Nella valutazione del danno si dovranno considerare gli indici di cui al punto g della tabella seguente

  1. Indice di riduzione per danni al legno e al cambio

 

Lesioni in percentuale circonferenza tronco Indennità in percentuale valore albero
fino a 10 10
da 10 a 20 20
da 20 a 25 25
da 25 a 30 35
da 30 a 35 50
da 35 a 40 60
da 40 a 45 80
da 45 a 50 90

L’indennizzo sarà determinato:

 

I = V.o.p. – V.o.s.

Dove:

I = Indennizzo spettante al Comune

V.o.p = Valore ornamentale precedente l’intervento

V.o.s. = Valore ornamentale successivo all’intervento.

 

In questo caso le spese accessorie saranno comprensive delle ore di intervento e dei materiali usati per la disinfezione delle ferite, calcolati in base all’Elenco prezzi, dell’I.V.A., ecc..

Se le parti danneggiate riguardassero la chioma, si richiederà, come indennizzo, il costo dell’intervento di potatura e delle spese accessorie, fatto salvo il caso in cui, per l’asportazione di branche di grandi dimensioni, si potrebbe verificare un decremento del valore ornamentale della pianta, che sarà quantificato caso per caso.

 

 

ALLEGATO 5

 

 

Interventi di lotta antiparassitaria obbligatoria: normativa di riferimento

 

– D.M. 17/4/98-125 (G.U. 1/6/98-125) (disposizioni sulla lotta obbligatoria contro il cancro colorato del platano Ceratocystis fimbriata) (l’art. 8 abroga il DM 3/9/87-412 (G.U. 9/10/87- 236) (lotta obbligatoria contro il cancro colorato del platano)

– Circolare applicativa del D.M. 17/4/98 concernente le note tecniche per la salvaguardia del platano dal cancro colorato

– D.M. 17/4/98 (G.U. 1/6/98-125) (disposizioni sulla lotta obbligatoria contro la processionaria del pino Traumatocampa pityocampa)

– D.M. 17/4/98 (G.U. 2/6/98-126) (disposizioni sulla lotta contro il Malsecco degli agrumi Phoma tracheiphila)

– D.M. 17/4/98 (G.U. 2/6/98-126) (abrogazione di lotte obbligatorie prive di motivazioni scientifiche e tecniche nell’ambito del Servizio fitosanitario nazionale)

– D.M. 22/44/96 (lotta obbligatoria contro l’insetto fitomizo Matsucoccus feytaudi (Ducasse))

– D.M. 29/44/96 (lotta obbligatoria contro il virus della vaiolatura delle drupacee (Sharka))

– D.M. 17/4/98 (disposizioni sulla lotta obbligatoria contro la cocciniglia di S. Josè Comstokapsis perniciosa Comst)

– D.M. 10/9/99-356 (G.U. 15/10/99-243) (regolamento recante misure per la lotta obbligatoria contro il colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora), nel territorio della Repubblica )

Altre misure di prevenzione e lotta contro organismi nocivi

– L. 18/6/31-987 (disposizioni per la difesa delle piante coltivate e dei prodotti agrari dalle cause nemiche e sui relativi servizi)

– D. Leg. 30/12/92-536 (attuazione della direttiva 91/683/CEE concernente le misure di protezione contro l’introduzione negli Stati membri di organismi nocivi ai vegetali e ai prodotti vegetali)

– D.M. 31/1/96 (misure di protezione contro l’introduzione e la diffusione nel territorio della Repubblica Italiana di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali) Decreto 4/8/01 (modifica degli allegati al decreto ministeriale 31 gennaio 1996)

– Decreto Ministeriale 9 Novembre 2007 – Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro il punteruolo rosso della palma Rhynchophorus ferrugineus (Olivier). – Recepimento decisione della Commissione 2007/365/CE. (GU n. 37 del 13-2-2008 ).

 

ALLEGATO 6

 

DEFINIZIONI E GLOSSARIO

  1. DEFINIZIONI

Affidamento

Conduzione di interventi di manutenzione di aree verdi comunali, generalmente di piccola estensione, e/o la gestione di servizi ad esse collegati, svolta da soggetti privati, associazioni, scuole, con la sola prestazione di mano d’ opera sotto forma di volontariato; l’affidamento è regolato da apposita convenzione stipulata dall’ Amministrazione Comunale con l’Affidatario sulla base di un disciplinare predisposto dall’Amministrazione stessa per ogni singolo caso e concordato preventivamente con il Settore Verde Pubblico. L’Amministrazione provvederà all’installazione di apposita insegna informativa relativa al soggetto prestante il volontariato.

Aiuola

Piccola area di terreno coltivata a scopo ornamentale, in genere con piante erbacee o arbustive.

Area a verde

Area territoriale, o insieme di aree, di proprietà pubblica o privata, destinata a parco o giardino o comunque rivestita, attualmente o in progetto, da vegetazione di origine artificiale o naturale, in cui la vegetazione stessa, che ne costituisce parte integrante, assume una o più delle seguenti funzioni:

  • igienico-ambientale;
  • estetico-paesaggistica;
  • naturalistica;
  • ricreativa;
  • di protezione idrogeologica.

Arredi

Insieme di oggetti ed attrezzature che consentono e migliorano la fruibilità di un’area (panchine, cartellonistica, attrezzature per il gioco e l’attività motoria, cestini, fioriere, ecc.).

Autorizzazione all’intervento

Atto con il quale il Comune esprime il proprio assenso a predeterminate tipologie di interventi che, considerate la loro natura e/o portata richiedono opportune motivazioni, che devono essere esplicitate dall’avente titolo alla richiesta. Gli interventi autorizzati risultano comunque di norma vincolati a predeterminate modalità esecutive. Richiesta, istruttoria, accesso al procedimento, rilascio, termini e validità dell’autorizzazione all’intervento sono soggetti alle norme legislative e regolamentari vigenti, comprese quelle sul bollo.

Avente titolo

Soggetto, privato o pubblico, che in virtù di un diritto reale (non solo di proprietà) o di altra figura prevista dall’ordinamento giuridico é legittimato ad intervenire su un’area verde o su parte di essa; nei casi di proprietà condominiali l’avente titolo si identifica con l’amministratore condominiale, in tutti gli altri casi vige l’interpretazione del regolamento edilizio comunale.

Ingegneria naturalistica

Disciplina tecnico-scientifica che studia le modalità di utilizzo, come materiali da costruzione, di piante viventi, di parti di piante o addirittura di intere biocenosi vegetali, spesso in unione con materiali non viventi come pietrame, terra, legname, acciaio.

Sponsorizzazione

conduzione di interventi di manutenzione di aree verdi comunali, generalmente di piccola estensione, e/o la gestione di servizi ad esse collegati e/o la realizzazione di interventi di sistemazione a verde o in materia di arredo urbano, effettuate da soggetti privati a titolo gratuito.

La sponsorizzazione è regolata da apposite convenzioni stipulate dall’ Amministrazione Comunale con lo Sponsor sulla base di un disciplinare predisposto dall’Amministrazione stessa per ogni singolo caso, concordato preventivamente con il Settore Verde Pubblico. Lo Sponsor è autorizzato a collocare una o più insegne informative realizzate e disposte secondo le modalità stabilite dall’Amministrazione e facenti parte del disciplinare su citato.

 

  1. GLOSSARIO

 

Agente patogeno

Microrganismo fitoparassita in grado di causare malattie alle piante.

Aghifoglie

vedi “Conifere”

Albero – Arbusto

La distinzione fra le categorie morfologiche di erbe, arbusti, alberi, non è possibile per distinzioni nette ed inequivoche: il passaggio dall’ una all’ altra categoria avviene infatti per stadi transizionali non sempre facilmente definibili. Esistono alberi che, per determinate scelte vivaistiche o di giardinaggio, perseguite attraverso opportune potature, presentano aspetto arbustivo e viceversa. L’occhio di un esperto è in grado di valutare, in modo sintetico e preciso tali differenze.

In termini convenzionali sono da considerare:

  • alberi: quelle piante legnose che hanno un fusto perenne ben definito e che, a pieno sviluppo, presentano un asse principale (fusto o tronco) – prevalente sulla massa delle ramificazioni -, il quale raggiunga un diametro di almeno 5 cm misurato all’ altezza di 130 cm dal colletto, ed un’ altezza di almeno 5 metri; i rami si sviluppano in alto sul tronco a formare una chioma fogliosa di conformazione assai varia a seconda della specie;
  • arbusti quelle piante legnose che si presentano ramificate per lo più sin dalla base (policormiche), nelle quali cioè la massa dei rami predomina sull’ asse principale; il fusto primario può non superare in dimensioni i fusti secondari ed in tal caso la pianta assume un aspetto cespuglioso.

 

 

Area di pertinenza dell’albero

L’area di pertinenza dell’albero, basata sullo sviluppo dell’apparato aereo e di quello radicale è definita dalla circonferenza a terra avente a centro geometrico il centro del fusto dell’albero.

Attecchimento

Fenomeno per cui una pianta, affrancandosi dopo l’impianto, diviene autonoma, emettendo radici, nutrendosi, vegetando e fruttificando.

Biodiversità

Varietà delle forme che vivono in un ambiente o la variabilità tra organismi viventi di ogni origine, oltre ai complessi ecologici di cui fanno parte, comprendendo la diversità nell’ambito di ciascuna specie e quella tra le specie.

Branca

Asse legnoso (ramo) di almeno 3 anni, inserito sul fusto principale, che, nell’ insieme del fusto e delle altre branche costituisce lo scheletro principale della pianta.

Capitozzatura:

vedi potatura a capitozzo.

Chioma

Parte aerea di un albero escluso lo scheletro.

Classe di grandezza

Parametro dimensionale riferito all’altezza media raggiungibile dalle singole specie a maturità.

Collare

Punto d’inserzione del ramo sul fusto, identificabile dalla presenza di un“anello” corrugato della corteccia.

Colletto

Regione di passaggio fra radice e fusto; in assenza di riporti o scavi, di norma corrisponde alla porzione di pianta immediatamente al di sotto ed al disopra del piano del terreno.

Compost

Prodotto derivante dalla trasformazione dei residui organici in humus attraverso l’attività di numerosi organismi e microrganismi e che possiede capacità ammendante del terreno e nutritiva nei confronti delle piante.

Conifere

Ordine a cui appartengono piante di notevoli dimensioni (ad es. pini, abeti, larici) con fusto generalmente monocormico , foglie aghiformi o squamiformi e frutto a cono.

Cupressacee

Alberi e arbusti delle conifere con fusto molto ramificato, foglie aghiformi o squamiformi.

Diametro dei rami o branche

Diametro della sezione dei rami o branche misurata al termine distale della loro svasatura di raccordo con il fusto e con il ramo di ordine superiore.

Diametro del fusto

Diametro della sezione di un fusto legnoso di un esemplare arboreo, misurato, ortogonalmente all’asse del fusto stesso, ad un’altezza di m. I,30 dal terreno.

Diradamento

In selvicoltura il termine indica i tagli intercalari che si eseguono nei boschi dallo stadio di perticaia fino al taglio di abbattimento o di rinnovo; in frutticoltura indica invece la soppressione di parte dei rami durante la potatura invernale o, più frequentemente, l’operazione di potatura verde che consiste nell’asportare parte dei frutti da alberi eccessivamente carichi in modo da migliorare la pezzatura dei frutti residui.

Entomofauna

Isieme di insetti presenti in un ecosistema.

Erbacee

Piante a fusto non legnoso che vivono generalmente uno o alcuni anni.

Fitotossico

Che produce effetti negativi sullo sviluppo e sulle attività vitali degli organismi vegetali, in modo da ridurre e compromettere il loro metabolismo. Normalmente la fitotossicità è dovuta alla presenza di alcune tossine (ammoniaca, solfuri) e all’azione di elementi chimici (eccesso di metalli, eccesso di salinità).

Freccia

Ramo che porta all’apice vegetativo dell’albero.

Gemma

Organo che contiene le strutture dei fiori e del germoglio che si svilupperanno nella stagione seguente.

Gemma pronta

Gemma che si schiude nello stesso anno in cui si è formata e che sostituisce una foglia caduta.

Germoglio

Asse vegetativo in crescita e non ancora lignificato, di consistenza erbacea.

Impalcatura

Quota del fusto da cui si dipartono le branche; portamento delle branche.

Nodo

Punto di inserzione di gemme e foglie su fusto e rami.

Pacciamatura

Copertura parziale o totale del terreno, realizzata con materiali naturali (corteccia, trucioli, paglia ecc.) o con film plastici, allo scopo di limitare lo sviluppo di erbe indesiderate e di limitare le perdite idriche.

 

Palco

Serie di rami che si dipartono quasi alla stessa altezza. (tipico di molte conifere, emblematicamente delle Araucarie)

Pollone

Giovane germoglio che si sviluppa da un ramo o dal rizoma di una pianta; ramo emesso dalla radice o dalla zona basale della pianta.

Potatura

Taglio di parti vive della chioma di esemplare arboreo o arbustivo.

fig.1 Esempi di errati interventi di potatura (capitozzatura)

fig.2 Esempi di tagli corretti e scorretti

Potatura a capitozzo

Taglio che interrompe il portamento ascendente del fusto e che implica l’asportazione completa delle cime della chioma con conseguente formazione di una o più “teste”, o che interessa branche di diametro superiore a 17 cm.

 

Potatura a sgamollo

Taglio con il quale si eliminano, in fase giovanile, i rami e le branche lungo tutto il fusto, senza tuttavia tranciare la cima. Potatura destinata a favorire il solo sviluppo del fusto a favore della formazione di legname da opera (es. Pioppeti).

Ramo

Germoglio che al termine della stagione vegetativa assume consistenza legnosa; su di esso sono presenti le gemme.

Sbrancamento

Frattura del ramo in coincidenza del suo inserimento nel tronco.

Scheletro

Portamento generale di fusto e branche, ben visibile, ad esempio, nella fase invernale delle caducifoglie.

Spalcatura

Taglio di rami bassi nel punto di inserzione del fusto principale per alzare il livello dell’impalcatura principale dal suolo.

Succhione

Ramo privo di gemme a fiore, a crescita verticale.

Tutore

Sostegno di materiale vario usato nell’allevamento delle piante sia per favorine la stabilità nella fase di attecchimento dopo il trapianto, sia per favorire o correggere un determinato portamento.

Vegetazione autoctona

Vegetazione originaria di una determinata area.